Sicurezza
Carrara, sulla Fondazione c’è il pressing del Pd per avere la presidenza
I rumors degli ambienti politici ed economici danno questa lettura all’esclusione di Sergio Chericoni voluta da una parte delle associazioni
Carrara È partita la rivincita del Pd: questa, negli ambienti politici ed economici, la lettura che viene data al colpo di scena avvenuto nei giorni scorsi, con l’esclusione dalle nomine della Camera di Commercio di Sergio Chericoni, imprenditore e presidente di Confartigianato, attuale vicepresidente Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e presidente della Fondazione Progetti (la società che organizza il Festival Con-Vivere).
La Camera di Commercio di Lucca, Pisa e Massa-Carrara, come scritto nei giorni scorsi, ha dato i suoi due nominativi per il Comitato di indirizzo (Cdi in sigla) seguendo le indicazioni, messe ai voti, delle associazioni che si erano riunite (Cna, Confartigianato, Confindustria, Confesercenti, Coldiretti, Confimprese e Confcooperative): Vincenzo Tongiani di Massa per Coldiretti (attuale presidente dell’Isr, l’Istituto di studi e ricerche di cui dovrebbe diventare presidente Dino Sodini) e Valentina Benassi per Confcooperative, di Montignoso. Nella votazione sono risultati perdenti sia Chericoni che l’altra componente in carica del Cdi di nomina dell’ente camerale, l’imprenditrice lunigianese Barbara Maffei. La lettura dei rumors è che, dietro le quinte, sia il Pd ad essersi mosso con forza, perché in realtà non sarebbe mai stato digerito il blitz di quattro anni fa, orchestrato da Angelo Zubbani, che aveva portato per la prima volta ad assumere la presidenza non un componente del Cdi indicato dal Comune di Carrara (che all’epoca era a guida dei grillini) ma Enrico Isoppi, indicato nella terna dell’Accademia di Belle Arti.
Il pressing del Pd adesso è sulla sindaca Serena Arrighi, che ha in mano le quattro nomine da cui dipenderanno gran parte degli equilibri del prossimo mandato della Fondazione. Da queste nomine si capirà se il Pd avrà fatto bingo: se ci saranno solo persone vicine al Pd e al centrosinistra, ma non Enrico Isoppi, allora i dem potranno dire di aver completato l’opera e con i due voti dei consiglieri espressi dall’ente camerale (sia Tongiani che Benassi sono vicini all’area Pd), e i quattro di nomina comunale, saranno autosufficienti per indicare presidente e vice; per la presidenza, in questa ipotesi, il nome più gettonato è quello di Andrea Zanetti, ex candidato a sindaco ed ex assessore alla cultura e vicesindaco, molto attivo adesso come organizzatore di rassegne d’arte. Gli altri cinque componenti del Comitato di indirizzo, come noto, sono nominati rispettivamente dal Comune di Massa (l’avvocato Luca Benedetti è praticamente certo della riconferma) e, quattro, dal Cdi in carica: due per cooptazione (Giovanni Bagnoni dovrebbe sostituire Franco Passani, sul nome del mondo accademico c’è incertezza), e due scelti tra le terne di Confindustria e dell’Accademia. Questi quattro sono votati dai nove componenti attuali del Cdi, esclusi Isoppi e Chericoni che come presidente e vice in questo frangente non hanno diritto di voto. Insomma, uno scenario che potrebbe vedere l’esclusione di un ticket, Isoppi-Chericoni, che in realtà ha ben lavorato, risanato il bilancio; per la verità, alcune delle associazioni di categoria, forse anche in quest’ottica di voglia di ribaltone, avrebbero mosso delle critiche alla presidenza, sostenendo di non essere state coinvolte come previsto dalle regole che governano la Fondazione.
Adesso non resta che attendere le decisioni della sindaca, che ha già spiegato di volersi prendere il tempo necessario. Il Pd ritiene che il Pri abbia già avuto abbastanza rispetto al peso elettorale, il Pri storicamente ha sempre gestito la Fondazione, con un grande peso dietro le quinte di Angelo Zubbani e quindi dei socialisti. Se il Pd portasse a casa il risultato, sarebbe una svolta epocale.l
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