Gioco
La festa dell’Unità di Italia con 7 nuovi cavalieri al merito
Onorificenze a tre militari e a quattro civili per il loro impegno anche in pandemia. Il prefetto: «Grazie alle forze armate che ci permettono di vivere in democrazia»
MASSA. Sette nuovi cavalieri al merito della Repubblica italiana, nella giornata delle forze armate e festa dell’Unità nazionale. Una festa appunto, come ha voluto sottolineare il prefetto Guido Aprea ai presenti in piazza Aranci, rappresentanti delle forze dell'ordine e delle istituzioni, ma anche scolaresche e cittadini.
Non solo la celebrazione delle forze armate, ma anche l’occasione per coinvolgere la cittadinanza e ringraziare quei concittadini che si sono contraddistinti con le loro azioni, in vari ambiti. E così accanto ad onorificenze a militari ed agenti, a cominciare da Giuseppe La Rosa, vice prefetto a Massa-Carrara nel 2002, proseguendo per il colonnello e comandante provinciale della Guardia di Finanza Gabriele Di Guglielmo e infine all’appuntato scelto Daniele Tarantola, tutti e tre distintisi per il loro lavoro, altrettante onorificenze sono state assegnate a persone che si sono spese durante la pandemia, in operazioni di protezione civile o tenendo viva la memoria sulle stragi nazifasciste. Luigi de Angelis, già presidente della Croce Rossa di La Spezia e volontario da quando aveva 16 anni, in pandemia ha consegnato generi alimentari e medicinali ai più bisognosi, impegnandosi poi nelle scuole contro la dipendenza da stupefacenti.
Bruno Pardini, anche lui volontario in Croce Rossa e poi in Croce Bianca, in passato ha preso parte ai soccorsi dopo i terremoti di Fivizzano, nel Mugello, ad Amatrice e poi a seguito dell’alluvione di Livorno. Roberto Oligeri, giornalista, ricopre nel comune di Fivizzano un incarico volto alla memoria sulle vittime del nazifascismo, tanto da esser stato insignito nel 2019 di un’onorificenza al merito dalla repubblica tedesca per l’apporto dato alla ricostruzione storica e quindi rendendo giustizia alle vittime delle stragi. Andrea Panfietti è stato nella segreteria dell’ex sottosegretario di stato al Ministero della salute Pierpaolo Sileri, collaborando con altri organi di governo, mettendosi al servizio della popolazione durante il lockdown. Militari e civili, parimenti ringraziati per il loro impegno. Questo perché al netto del significato storico del 4 novembre 1918, «oggi – ha detto il prefetto Aprea – non facciamo un’enfasi delle forze armate intese come fautrici di guerra; la ricorrenza è l’esatto opposto.
Oggi commemoriamo quei milioni di concittadini morti per assicurarci questa vita, queste istituzioni e questa carta costituzionale che ci permette di vivere in pace e democrazia. Le forze armate – ha ricordato il prefetto – ci permettono di vivere in un ordinamento democratico, libero, e agiscono anche in molte funzioni quotidiane, come le operazioni di protezione civile». E per dare un significato ulteriore alla giornata, appunto di festa e di unità nazionale, gli organizzatori hanno voluto coinvolgere i giovani, come spettatori ma anche come protagonisti; ad esempio, gli studenti del liceo musicale Palma hanno scandito con la loro musica le fasi della manifestazione, mentre quelli dell'istituto Salvetti si sono occupati del ricevimento. Questo per far sì che i giovani, ha detto Aprea, anziché passivi o distratti, possano essere cittadini attivi, traendo ispirazione tanto dai significati intrinseci alla commemorazione, ma anche da quei sette nuovi cavalieri al merito.
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