Il Tirreno

Politica

Doppie dimissioni, il Pd massese è nel caos

di Chiara Sillicani
Enzo Manenti
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Enzo Manenti

Ha riconsegnato la tessera del partito il segretario comunale Norberto Riccardi. E il responsabile provinciale Enzo Manenti ha rimesso il mandato all’assemblea

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MASSA. Sa bene il Pd che ha da lavorare duro perché, se vuole puntare al governo della città e a fare da catalizzatore ad un’ampia coalizione di centrosinistra, deve prima lavorare su stesso. A partire dalla segreteria comunale: nei giorni scorsi, infatti, Norberto Riccardi, con un lettera a Marco Gemma, segretario del circolo Massa Centro cui era iscritto, non solo ha rassegnato le sue dimissioni da segretario comunale, ma ha pure riconsegnato la tessera del partito. Un addio al Pd. Le ragioni della scelta, che Riccardi ha messo nero su bianco in quella lettera, non sono ad ora pubbliche. Manca il segretario comunale e pure quello provinciale: Enzo Manenti ha rimesso il mandato nella mani dell’assemblea. Lo ha fatto – assicura lui – per motivi personali. Ora l’assemblea – per entrare negli aspetti procedurali – potrebbe accogliere le dimissioni o chiedere a Manenti, come è più probabile, che mantenga l’incarico fino al prossimo congresso a marzo:«Ho rimesso il mandato – conferma l’ex segretario – per motivi strettamente personali. Non ho pubblicizzato la mia scelta proprio per il massimo rispetto che ho per l’assemblea». Motivi personali dunque e non una reazione al risultato elettorale: «Abbiamo raggiunto il raggiungibile – motiva Manenti – si vince e si perde, ma ora l’obbiettivo è la buona organizzazione del partito in vista delle amministrative a Massa».

C’è quindi da riorganizzarsi e c’è da farlo in fretta: il congresso è fissato per marzo, ma Manenti auspica che quelli locali anticipino il nazionale contribuendo così – spiega la sua posizione – alla definizione della linea politica, «altrimenti il rischio è che i congressi locali si traducano in votifici». Il segretario di Massa lascia il partito, quello provinciale rimette il mandato. Senza dubbio un momento difficilissimo per i democratici massesi che hanno di fronte la sfida del 2023. Ormai è chiaro che il centrodestra fatichi a tenere compatti i ranghi, con il rischio di una corsa a due Persiani-Guidi. Se quella spaccatura a destra non fosse sanata, il centrosinistra si troverebbe di fronte ad uno scenario – con le dovute differenze – simile a Carrara. Con un Pd però che deve ricostruire e ricostruirsi per farsi promotore di un’ampia alleanza di centrosinistra. Serve una figura capace di ricomporre, sanare, ricostruire. Un segretario che sia “collante”, dentro e fuori il partito. E – nelle parole del consigliere regionale Giacomo Bugliani– tutto va fatto presto: «Ringrazio Norberto per il suo lavoro e auspico una ricomposizione in tempi rapidi. Dobbiamo agire presto e bene in vista delle amministrative».


 

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