Gioco
Caritas, pochi stranieri alla mensa: «Qui vengono per lo più carraresi»
Il centro sociale dell’Annunziata è una “casa” con la porta sempre aperta
CARRARA. L’aumento della presenza degli italiani (rispetto agli stranieri) alle mense della Caritas era una tendenza in atto già prima della crisi economica innescata dalla pandemia da coronavirus e dal caro bollette provocato d all’aumento vertiginoso dei costi dell’energia: ora, però, questo fenomeno è ancora più evidente, come conferma la testimonianza di don Cesare Benedetti, parroco della Chiesa della Santissima Annunziata, a Marina di Carrara.
Chi sono gli ospiti
«Si tratta soprattutto di carraresi – dice il parroco – Da qualche tempo sono cambiate le facce e le storie di coloro che vengono a richiedere il nostro aiuto. Rispetto al passato, abbiamo molti meno stranieri, quelli rimasti sono soprattutto giovani, gran parte dei quali arriva dal mondo arabo». Il dato relativo alla diminuzione degli ospiti stranieri negli ultimi anni è confermato dalla tendenza emersa a livello nazionale, che dimostra che oggi il 60 per cento di chi frequenta le mense dei poveri è costituito da italiani.
. . ma niente “picchi”
A Marina di Carrara, comunque, la presenza di italiani rispetto al totale dei frequentatori è rimasta grossomodo stabile, anzi: «Una volta – racconta don Cesare – avevamo anche picchi di 90 persone. In questo monto, invece, il loro numero si è assestato sui 30/40 al giorno».
Cosa serve adesso
La fine dell’emergenza dovuta al coronavirus, inoltre, ha consentito di poter tornare a consumare i pasti in mensa». «Durante il lockdown – spiega il sacerdote – garantivamo il servizio attraverso l’asporto, preparando delle borse per il ritiro e il consumo fuori dai nostri locali. Adesso, invece, i pasti vengono serviti nuovamente in presenza». In passato, poi, la parrocchia disponeva anche di una cassa che garantiva ai meno abbienti un aiuto nel pagamento delle bollette e delle tasse, ma adesso questo servizio non è più erogato. Per tenere in piedi la macchina della solidarietà, del resto, c’è bisogno di un grosso impegno. Fondamentale, dunque, è il contributo offerto da chi ha deciso di dedicare il proprio tempo ad aiutare i bisognosi, donando loro non solo cibi ed alimenti, ma anche un aiuto economico e medicinali.
La mano tesa
Alla parrocchia di don Cesare, inoltre, le persone non vanno solo per mangiare, ma anche per fare la doccia e vestirsi. All’ingresso si controlla se sono nelle liste delle famiglie disagiate segnalate dal Comune, ma tutti possono entrare. Anche quest’anno la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e la Fondazione Marmo hanno offerto contributi importanti. «Alla mensa – prosegue don Cesare – siamo arrivati ad avere anche più di cento volontari. Il loro numero, poi, a causa della pandemia, è un po’ diminuito, ma comunque ci sono ancora 70-80 persone che danno una mano ogni settimana».
A fianco della comunità
Il centro sociale Caritas dell’Annunziata è nato nel 2004. Si tratta di una cooperativa sociale che, grazie anche all’aiuto circa un centinaio di volontari, offre quasi 12mila pasti all’anno alle persone disagiate. Nel 2014, durante i drammatici giorni dell’alluvione di Marina la parrocchia è stato un punto di riferimento per coloro la cui casa non era agibile. Da qui, grazie agli aiuti ricevuti, è passata la distribuzione di elettrodomestici a chi li aveva trovati sommersi dal fango. Il centro, con il sostegno dei volontari che si alternano alle cucine della mensa e nei servizi generali, offre un approdo in cui socializzare, raccontarsi e conoscersi. Per toccare con mano l’emarginazione, bisogna recarsi a questa mensa all’ora di pranzo.
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