Il Tirreno

Massa

Ripresa mentre guida al cellulare, chiama il marito e gli amici che aggrediscono un uomo: arriva una condanna

di Michela Nicolai

	Un’aula di tribunale (foto archivio)
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Un’aula di tribunale (foto archivio)

Gli imputati erano quattro, assolti la donna e altri due. Il parapiglia al centro commerciale

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MASSA. Si è concluso con una condanna a otto mesi per uno solo degli imputati, Andrea Sarti, il processo per la rissa di fronte al centro commerciale Mare Monti del dicembre 2015.
Tutti assolti gli altri tre accusati: la moglie di Sarti, Simona Galeotti, Andrea Benedetti e Arnaldo Roberto Dovrandi. Il capo d'imputazione, su istanza del pm Emiliano Barbieri, era stato comunque derubricato da rissa aggravata a lesioni personali - due dei soggetti coinvolti di fatto avrebbero reagito a un'aggressione.
Tutto era cominciato con una banale lite tra automobilisti. Su una vettura c'era Dovrandi con il figlio all'epoca ancora minorenne, l'altra macchina era guidata da Simona Galeotti. La donna parlava al cellulare mentre era al volante, era stata sorpassata e - secondo quanto riportato nel fascicolo - si era fermata nel parcheggio per protestare: non aveva accettato di essere stata ripresa per l'infrazione al codice della strada dall'altro automobilista. Erano volate parole grosse e, nell'immediato, anche qualche strattone da parte della signora.
Una scena ripresa dalle telecamere di videosorveglianza che la polizia riuscì ad acquisire il giorno successivo. Dalle immagini si vedeva confusamente che, nell'arco di una decina di secondi, la donna prendeva l'uomo per il bavero della giacca. La signora avrebbe anche sferrato un colpo al tetto dell'auto di Dovrandi, che per non alimentare la discussione aveva cercato di allontanarsi. Un tentativo interrotto da quello che era successo subito dopo. Stando alla ricostruzione della Procura, la Galeotti avrebbe chiamato il marito, che si era presentato sul posto con due amici.

Le telecamere infatti avevano ripreso anche il seguito del diverbio e l'arrivo di una macchina con a bordo tre persone, successivamente identificate dalla Digos in Sarti, Benedetti e un terzo uomo, che non è mai intervenuto ed è risultato solo testimone dei fatti. Il gruppo a quel punto venne alle mani, creando scompiglio e un po' di paura tra i clienti del Carrefour che si trovavano nel parcheggio. Rimase coinvolto nel parapiglia anche il figlio di Dovrandi, giovane pugile, nei confronti del quale per questo episodio oggi c'è un procedimento sospeso presso il tribunale minorile.
I due - difesi in aula dall'avvocatessa Manuela Aiazzi - si fecero refertare al pronto soccorso: il padre con qualche escoriazione da calci sulla parte inferiore del corpo, il ragazzo con una ferita al collo dietro alla testa, come provato da una fotografia mostrata nel corso di una delle udienze davanti alla giudice Elisabetta Congiusta.
Sarti, Galeotti e Benedetti erano assistiti dall'avvocato Marco Guidi che, sulla condanna per lesioni del proprio cliente, avverte: «Aspettiamo di leggere le motivazioni per valutare un eventuale appello».

 

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