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Politica

Ufficiale: Persiani si ricandida a sindaco di Massa

di Ivan Zambelli
L'inaugurazione della sede dei Civici Apuani ieri pomeriggio
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L'inaugurazione della sede dei Civici Apuani ieri pomeriggio

All’ inaugurazione presente però soltanto la Lega, grandi assenti invece Forza Italia e Fratelli d’Italia

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MASSA. Il sindaco Francesco Persiani, non curante dei malumori tra i partiti di maggioranza, lancia ufficialmente la propria candidatura per un secondo mandato. Ma ad appoggiarlo, ieri pomeriggio alla sede dei Civici Apuani, c’era solo la Lega. Nessun delegato di Fratelli d’Italia, nemmeno di Forza Italia. Mancavano alcuni assessori, come Pierlio Baratta, e la capogruppo della sua lista Persiani Sindaco Lucia Bongiorni. C’erano cittadini e simpatizzanti, ma erano i politici i grandi assenti.

«Forza Italia mi ha scritto un messaggio di auguri – dice il sindaco –Fratelli d’Italia invece no. Forse avevano cose più importanti da fare». Il sindaco gioca d’anticipo e agli alleati “ribelli” non resta che guardare, in attesa di capire la mossa giusta. Questo perché da giorni, se non settimane, si moltiplicano gli strappi: astensioni in commissione, assenze in consiglio comunale, critiche a mezzo stampa. Addirittura il coordinatore comunale di Forza Italia Domenico Piedimonte ha lanciato un appello per trovare un candidato sindaco alternativo, criticando “l’uomo solo al comando”. E allora, in tutto questo trambusto politico, Persiani ha preso “il toro per le corna”, lanciando la sua candidatura e con essa un appello a ritrovare l’unità. L’occasione è stata l’inaugurazione della sede dei Civici Apuani, la compagine politica del sindaco che si è estesa all’ex socialista (e neo presidente di Casa Ascoli) Giancarlo Casotti e l’ex Udc (e sindaco negli anni ‘90) Luigi Della Pina. Le ragioni che spingono Persiani ad un secondo mandato sono presto dette: la voglia di lavorare per la città è ancora tanta, altrettanti i progetti in cantiere e ancora sente il favore dei cittadini, e – spiega – «cinque anni sono pochi per tutti, serve almeno un altro mandato. Ora ho maggiore consapevolezza del ruolo e delle necessità della città. Certo – aggiunge – se i cittadini e i partiti lo vorranno». Proprio quest’ultimo è il nodo più pesante, sebbene il sindaco a precisa domanda sulle sue preoccupazioni minimizza: «Ad oggi – sono le sue parole – non ho ricevuto ufficialmente alcun tipo di indicazione, diversa o contraria ad un mio secondo mandato. Siccome tutti mi chiedono se mi ricandido, allora ho colto questa occasione. Ho lottato nel 2018 per essere un candidato unitario e solo in questo modo si vince». Però non può negare l’assenza degli alleati. «Forza Italia ha mandato un paio di messaggi, augurandomi buon lavoro. Fratelli d’Italia è stato invitato, ma forse erano occupati da cose più importanti per loro. Io non impongo nulla, ma una cosa che va bene è un peccato buttarla. Io do la mia disponibilità, poi qualcuno mi dica cosa vuole fare». Anzi, non esclude a priori neanche una corsa in solitaria: «Vediamo, ora non mi sento di chiudere qualunque ipotesi, ma auspico una convergenza». Alla sede c’erano gli inossidabili alleati della Lega e anche il commissario Nicola Pieruccini ha tentato un appello agli assenti: «Dobbiamo lavorare di squadra, lasciando perdere gli interessi di partito. Persiani viene accusato di essere un uomo solo al comando. Ma ad oggi – dice negando eventuali tessere del sindaco – nessuno ha capito da che parte stava». A riprova della sua terzietà rispetto ai singoli partiti. «Solo insieme si vince, altrimenti si perde come a Carrara». Ma al netto dei buoni propositi, è evidente che questo scatto in avanti appoggiato solo dalla Lega potrebbe sancire – o ha sancito – una rottura definitiva. Perché autocandidarsi in assenza del via libera da parte della coalizione può vuol dire o sei con me, o corri da solo. E forse era proprio questa la mossa che qualcuno attendeva.

 

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