Finanza
Insegue la moglie col martello mentre lei stava andando a denunciarlo per stalking
Carrara, l’uomo ha portato con sé l’arma, si è presentato dai carabinieri e ha fatto di tutto per colpire la donna: arrestato per stalking
CARRARA. L’ultima minaccia nei confronti della moglie si era consumata all’interno della caserma dei carabinieri, dove la donna si era recata per denunciarlo. Voleva ucciderla con un martello e aveva cercato con ogni mezzo di superare il cordone dei militari. Arrestato con l’accusa di stalking, resistenza a pubblico ufficiale e porto illegale di arma impropria, ora l’operaio carrarese, 46 anni, sarà processato con rito abbreviato.
Il punto
La gup Marta Baldasseroni ha accolto l’istanza della difesa – l’imputato è assistito dall’avvocato Giuseppe Del Papa – e fissato l’udienza per il 18 gennaio 2023.
Il percorso
L’uomo, che ha già trascorso tre mesi in carcere e due mesi invece agli arresti domiciliari, fino a quella data dovrà proseguire il percorso avviato al centro antiviolenza e rispettare il divieto di avvicinamento dalla ex che è stato disposto dall’autorità giudiziaria ed è ancora valido. Se condannato, avrà comunque diritto allo sconto di un terzo della pena connesso al rito alternativo.
La storia
Quel tentativo di aggressione davanti agli uomini dell’Arma dei carabinieri – avvenuto a novembre di un anno fa – era solo l’episodio più eclatante di un comportamento persecutorio nei confronti della ex che andava avanti da tempo, da quando i due si erano lasciati. Lei, una donna di 39 anni, ha messo a verbale tutto quello che aveva subito dopo la separazione: minacce di morte, appostamenti e pedinamenti che l’avevano costretta a cambiare abitudini di vita per il timore che l’uomo potesse fare del male a lei o al loro unico figlio. Agli atti ci sono i messaggi inquietanti inviati sul telefonino della moglie dal coniuge anche poche ore prima che venisse arrestato. Frasi sconcertanti che spiegano la preoccupazione della donna e la decisione di sporgere denuncia, probabilmente arrivata dopo una lunga riflessione per la paura di ritorsioni.
I messaggi choc
«Sai già quello che succederà stasera, siamo dannati entrambi e io non troverò mai pace». Erano di questo tenore le intimidazioni rivolte alla madre di suo figlio. Un’escalation di «avvertimenti» che avevano convinto la donna a presentarsi nella caserma di via Eugenio Chiesa a Carrara per chiedere aiuto. La decisione aveva fatto esplodere la rabbia dell’operaio, che l’aveva chiamata al cellulare anche quando lei si trovava già di fronte ai carabinieri. «Ti ammazzo, ti spacco la testa a martellate», le aveva urlato al telefono, messo in vivavoce su richiesta dei militari.
L’irruzione
Pochi minuti dopo l’uomo si era precipitato in caserma, aveva cercato di oltrepassare l’ingresso ed era stato fermato (la moglie in quel momento era già al sicuro all’interno degli uffici) . A quel punto non si era fermato, nonostante la presenza dei militari. Aveva estratto dal giubbotto il grosso martello che avrebbe voluto usare contro la donna, ma era stato prontamente disarmato. La notte stessa il pm aveva disposto l’arresto per esigenze cautelari.
L’iter giudiziario
L’uomo – che intanto ha una nuova compagna – tra pochi mesi finirà davanti al giudice. La gup ha ammesso su richiesta della difesa l’esame dell’imputato, che potrà fornire la sua versione dei fatti su quanto accaduto.
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