Il Tirreno

In tribunale

Manda in fiamme l’auto della ex, la testimonianza choc: «O sei mia o ti riduco a vegetare in un letto d’ospedale»

di Michela Nicolai
Nella foto l’ingresso del Tribunale di Massa
◗
Nella foto l’ingresso del Tribunale di Massa

Un 38enne a processo per stalking, lesioni e tentato incendio. Davanti al giudice di Massa: «Solo una vampata»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. La relazione con lei è durata pochi mesi, fatti di litigi, scatti d’ira, minacce e – stando agli atti del processo – percosse. È arrivato in udienza accompagnato dagli agenti di polizia penitenziaria il trentottenne residente a Massa, oggi detenuto per esigenze cautelari con l’accusa di stalking, lesioni e un tentativo d’incendio doloso. La donna che lo ha denunciato, assistita dall’avvocato Luca Guadagnucci, è in aula come parte civile, su di lei quella frequentazione deve aver lasciato segni indelebili. Forse per questo trova la forza di essere presente e di ascoltare le dichiarazioni dell’imputato, che non perde occasione per sminuirla e vessarla anche mentre è interrogato. Lui nega ogni addebito: «Le aggressioni che lei mi attribuisce sono inventate – si difende – quando mi arrabbio al massimo alzo la voce». Eppure le testimonianze già messe a verbale raccontano di lividi, di un dente spezzato con uno schiaffo, di frasi terribili: «O sei mia o ti riduco a vegetare in un letto d’ospedale».

E c’è l’episodio di un incendio appiccato all’auto della donna, di fronte a un noto locale. Un rogo spento – secondo l’ipotesi accusatoria – grazie all’intervento dei clienti del locale e dei vigili del fuoco. L’imputato, davanti al giudice monocratico Ermanno De Mattia, minimizza: «Non ho usato benzina, solo un solvente, è stata una vampata e le fiamme si sono spente da sole. Ho chiuso le portiere e ho versato il liquido all’esterno della macchina perché sapevo che aveva l’impianto a gas e non volevo saltasse in aria mezzo quartiere. Non sono un pazzo, ho una coscienza...». Difficile sull’incendio smentire i testi già sentiti. L’ultima, un’amica della donna, si presenta in udienza accompagnata dai carabinieri per ricostruire i dettagli di quella notte. Racconta che erano usciti in tre. L’uomo non aveva preso bene il fatto che le due si fossero spostate in un altro locale senza avvisarlo. Si era precipitato nel secondo bar, aveva cercato di portare via la compagna strattonandola per un braccio e, al rifiuto di seguirlo, aveva dato fuoco alla vettura: «L’ho visto prendere una tanica dal mezzo con cui era arrivato, l’ha versata sull’auto e poi ha appiccato il fuoco con un accendino» ha riferito la teste, rispondendo alle domande della pm Debora Bracco. Il fatto – accaduto a novembre 2021 – aveva convinto la donna a sporgere denuncia, dopo essersi rivolta a un centro antiviolenza. Una decisione meditata a lungo per il timore di ritorsioni su di lei e sul figlio, che si era già trovato a prendere le difese della madre nel contesto di un diverbio con il compagno. Una sera la donna era fuori con un amico, il trentottenne per motivi di gelosia si era presentato sotto casa a notte inoltrata, aveva suonato più volte al citofono svegliando il figlio di lei, un ragazzino.

«Non ho mai voluto conoscerlo – ha riferito l’imputato - e quella sera gli ho solo chiesto di cercarmi sua madre. Lei mi diceva che era a casa e invece non era vero. Quando è arrivata abbiamo iniziato a litigare». I toni dovevano essere molto accesi perché l’adolescente spaventato aveva chiamato il padre che, una volta intervenuto, aveva portato il figlio a casa sua. «Sì, forse il ragazzo era preoccupato» – ha riconosciuto l’accusato. Una delle poche ammissioni concesse in aula. Sulla lite in macchina degenerata in aggressione fisica, il presunto stalker ha dato la sua versione dei fatti: «Abbiamo discusso come tante altre volte, avrò dato un pugno al parabrezza ma nient’altro. Se quei lividi e il dente spezzato c'erano, non sono stato io a procurarglieli. La testimone è una sua amica, si saranno messe d’accordo». Nella prossima udienza, fissata per il 31 ottobre, saranno ascoltati i testi della difesa, ora assunta dall’avvocato Valter Mattarocci (ieri in aula c’era il legale d'ufficio Francesco Barsotti in sostituzione del precedente difensore David Cappetta).


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca