La manifestazione
Bonifiche e acqua pubblica, flash mob ambientalista
Cartelli e striscioni di protesta affissi in piazza Bad Kissingen. Trenta associazioni chiedono la tutela del nostro territorio
MASSA. Un flashmob promosso ieri in piazza Bad Kissingen dal Coordinamento Ambientalisti che comprende oltre 30, fra comitati e associazioni, e che ha affisso numerosi cartelli e striscioni. Scopo del flash mob porre l’accento – spiegano i promotori – su alcune delle questioni territoriali più cogenti, bonifiche in primis: «A 34 anni dalla chiusura della ex Farmoplant e a 28 anni da quando l’ex Ministero dell’Ambiente ha delimitato e classificato l’area Sin-Sir come altamente contaminata, le cittadine ed i cittadini attendono le bonifiche promesse, lo scorso 20 settembre siamo venuti a conoscenza che si era riunita la cabina di regia promossa dal Ministero per la Transizione Ecologica e che da voci di corridoio trapelava che si sarebbero persi i finanziamenti per le bonifiche. Il coordinamento ambientalisti ha inviato una lettera alle istituzioni, chiedendo informazioni in merito, nonché il verbale della seduta della cabina di regia. Il sindaco Francesco Persiani, in conferenza stampa, ha confermato i nostri sospetti: 13 milioni di euro verosimilmente persi, per motivi di carattere burocratico. Non meno sconfortante – il coordinamento si concentra su un altro tema – è la questione riguardante la ex Cava fornace, con un comitato di cittadini che lotta da anni contro una discarica in cui confluiscono rifiuti speciali da tutta Italia».
«Siamo arrivati alla scadenza delle autorizzazioni – dichiarano i membri del Comitato dei cittadini contro la discarica – e chi deve decidere del futuro di quel sito, come è emerso nel recente incontro tra cittadini, tecnici e assessora regionale all’Ambiente, non ha ancora visionato il progetto iniziale. Dopo il rigetto da parte della Regione del riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) presentato dal gestore, rigetto confermato anche dalla sentenza del Tribunale amministrativo regionale, Programma Ambiente Apuane spa ha presentato ricorso al Consiglio di Stato (di cui il Tirreno scrive nella pagina accanto). La discarica di ex Cava fornace è stata, infatti, già oggetto di un’inchiesta pubblica, concessa però dopo il rilascio delle autorizzazioni, nella quale emersero gravi problemi, non ultimo la stessa localizzazione del sito, in una zona dove sorge un’area carsica ricca di doline e inghiottito. Quanto siano incompatibili il carsismo e la presenza di industria insalubre di grado primo, è evidente a tutti: la vicinanza della discarica ai centri abitati, la presenza di falde acquifere ai piedi del sito, la prossimità con l’area umida del Lago di Porta. E proprio qui si rendono necessari frequenti controlli date le ripetute segnalazioni di sversamenti abusivi e di moria di pesci e uccelli. Odori nauseabondi sempre più intensi nella zona tra Montignoso e Pietrasanta rendono l’aria irrespirabile e generano la richiesta di studi epidemiologici sullo stato di salute dei residenti in quell’area. Nemmeno la politica locale – attacca il coordinamento ambientalisti – risponde con azioni di tutela dei cittadini. Le amministrazioni comunali di Montignoso e Pietrasanta facciano finalmente sentire la propria voce in modo forte e deciso, per far valere gli interessi delle proprie comunità: le cittadine e i cittadini vogliono la chiusura della discarica e la conseguente bonifica del sito, a garanzia di tutto il comprensorio. L’acqua, la salute e la salvaguardia delle falde acquifere è uno degli elementi che contraddistingue queste due grandi vertenze del territorio, e molte altre. Siamo convinti – concludono gli ambientalisti al flash mob – che le fonti dell’acqua debbano essere tutelate, e che i servizi idrici ed energetici debbano essere gestiti dal pubblico e, come beni pubblici non quotati in Borsa».
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