Capannone Erre Erre; chiusa l’asta di vendita
MASSA. A undici anni di distanza dal naufragio di Erre Erre – la società partecipata da Cermec che lavorava gli scarti dei rifiuti indifferenziati destinati all’impianto di via Dorsale – si è chiusa ieri l’asta per la vendita del capannone. Stando a quanto trapela, la miglior offerta sarebbe stata quella di una società immobiliare legata all’industria del marmo e si aggirerebbe su un milione e mezzo di euro. Adesso, perché il capannone venga effettivamente assegnato, l’acquirente privato che si è fatto avanti ha 90 giorni di tempo per versare la cifra che ha offerto.
L’identikit
Era il luglio 2011 quando Erre Erre – che sta per Recupero Risorse – fallì. Il capannone si trova in via Dorsale, accanto agli impianti di Cermec e insiste su un terreno di proprietà di Cermec: chi si aggiudica il bene immobiliare godrà di un diritto di superficie fino al 2039. Il bene messo alla vendita senza incanto ha una superficie di 10.137 metri quadri (come si legge nella scheda pubblicata sul sito web dedicato alle aste): ci sono uffici, servizi, resedi perimetrali, attrezzature e impianti per la produzione di Cdr (acronimo di combustibile derivato da rifiuti); ci sono anche macchinari alienati a una società terza. Valore complessivo da perizia, tre milioni e 164mila euro.
La vendita
Per presentare offerte, c’era tempo fino al 13 ottobre. E si partiva da una base d’asta di circa un milione e 332mila euro. L’offerta minima era di circa 999mila euro. Luogo della vendita, il Tribunale di Massa, tramite la piattaforma www. garavirtuale. it. Ieri sono state aperte le buste che, secondo quante emerge, sarebbero state due: una di una compagine pubblica e una di una società privata. La miglior offerta – quella con il prezzo più alto, si parla di un milione e mezzo di euro – sarebbe stata quella di quest’ultima: come detto, si sarebbe fatta avanti i una società che opera nel settore immobiliare legata però al comparto dell’estrazione e della lavorazione del marmo che potrebbe dunque avere interesse all’acquisto di un capannone nella zona industriale apuana.
L’aggiudicazione
L’asta quindi è chiusa ma tecnicamente non si può ancora dire che il capannone è stato assegnato. Chi ha fatto la miglior offerta ha infatti 90 giorni di tempo – è quanto la norma prevede – per versare la somma, vedersi aggiudicato il bene e perfezionare dunque la compravendita.
Punto d’arrivo
Per la curatela fallimentare – il curatore è Emiliano Abi Hayla Dominici – è senza dubbio un obiettivo centrato: tra i creditori di Erre Erre ci sono alcuni istituti di credito e anche lo stesso Cermec. Non resta dunque che attendere l’ufficialità dell’assegnazione da parte del giudice.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
