Il Tirreno

Lunigiana

Costretta a fare sesso in auto sotto la minaccia di perdere il figlio

di Michela Nicolai
Costretta a fare sesso in auto sotto la minaccia di perdere il figlio

Trentottenne abusa di una giovane madre, lei fa denuncia ai carabinieri

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LUNIGIANA.  «Fai sesso con me, se non vuoi che succeda qualcosa a tuo figlio».

Con questa minaccia un trentottenne, di origine marocchina, avrebbe abusato di una giovane madre – anche lei straniera – residente in un comune della Lunigiana. Forse proprio perché temeva ritorsioni sul suo bambino, la donna ha aspettato più di un mese per denunciare il presunto aggressore, ora indagato per violenza sessuale. Deve averci pensato a lungo prima di presentarsi dai carabinieri e mettere a verbale quello che avrebbe subito.

Momenti terribili che in tribunale dovrà ripercorrere una volta sola perché, su richiesta della Procura, la gip Marta Baldasseroni ha disposto l’incidente probatorio per cristallizzare la testimonianza, senza dover ricorrere a ulteriori audizioni della donna nel corso del procedimento penale.

Si erano conosciuti in un bar lei e l’uomo che – stando all’ipotesi accusatoria – l’avrebbe costretta a un rapporto orale. Lui le aveva fatto delle avances, sempre respinte perché la giovane donna ha una relazione stabile con un altro uomo che, per motivi di lavoro, la raggiunge nel fine settimana. S’incontravano in quel locale all’orario dell’aperitivo e lui si è sempre dimostrato amichevole con lei e anche con il bambino.

Una sera lei fa l’errore di accettare un invito a cena e lui tenta di baciarla. Lei se ne va, ma il fidanzato non avrebbe perdonato l’accaduto e la sua reazione sarebbe culminata in un’aggressione al cittadino nordafricano, ricoverato d’urgenza in ospedale. È a quel punto che – stando alla denuncia – per la donna comincia un incubo: lui le avrebbe inviato dei messaggi minatori (che però sarebbero stati cancellati e non risultano agli atti). Le dice di aver saputo che gli assistenti sociali vogliono toglierle il bambino e che lui farà di tutto per farle perdere l’affidamento. La donna si preoccupa e, appena viene a sapere che l’uomo è rientrato dall’ospedale, va a casa sua per cercare di convincerlo a non mettere di mezzo il piccolo. Accetta di salire in macchina con lui, pensa che andranno a bere qualcosa per chiarire. Una volta nell’auto, però, il trentottenne la fa svoltare in una strada buia, la obbliga a fermarsi su un ponte, la spaventa con frasi intimidatorie: «Ti ammazzo, ti butto qui nel fiume». E poi, sotto la minaccia di fare del male a suo figlio, l’avrebbe costretta a un rapporto orale.


 

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