Sicurezza
Dirigente impugna il “licenziamento” contro il Comune di Massa
Mannocci chiede la revoca del provvedimento preso dall’amministrazione. Il sindaco:«L’amministrazinoe ha ritenuto che il periodo di prova non fosse stato superato»
MASSA. Una lettera scritta da un legale e recapitata in Comune. È la lettera con cui Giacomo Mannocci, ex dirigente a istruzione, sport, cultura e turismo, chiede all’amministrazione di revocare l’atto di recesso con cui il 9 settembre ha formalizzato il suo mancato superamento del periodo di prova.
Secondo il legale l’atto è “nullo”, “illegittimo” e “ritorsivo”. Mannocci – per ripercorrere la vicenda – prende servizio lo scorso 14 marzo: il Comune, dovendo ampliare l’organico dirigenziale, attinge, come le norme prevedono, da una graduatoria del comune di Lucca. In quella graduatoria il nome di Mannocci è il quinto. I primi tre candidati non sono più disponibili e il quarto rinuncia. Viene quindi contattato Mannocci che accetta ed entra al lavoro il 14 marzo, per rimanerci fino al 9 settembre quando viene revocato.
«Il dottor Mannocci – spiegava il sindaco Persiani –è stato assunto con un contratto che prevede la messa alla prova di 6 mesi e riconosce all’amministrazione la possibilità, decorsi i primi tre mesi, di recedere senza preavviso. Dal 15 settembre Mannocci sarebbe diventato dirigente a tempo indeterminato, ma l’amministrazione, insieme al dirigente al personale e al segretario generale, ha ritenuto che il periodo di prova non fosse stato superato e ha comunicato il recesso». Ora la lettera in cui l’avvocato dettaglia tutti i provvedimenti dirigenziali a firma Mannocci e sottolinea gli elogi dall’amministrazione per il suo lavoro. Se dopo il recesso non sono mancati strascichi polemici perché Mannocci ha alle spalle una militanza politica in Fratelli di Italia, il sindaco ha spiegato come nella nomina di un dirigente non ci sia nulla di politico perchè «i dirigenti non si intestano e non si assumono per nomina politica». Qualcuno ha comunque visto nella revoca il segno di scricchiolii in maggioranza, di dissidi tra sindaco e appunto Fratelli di Italia. E anche nella lettera si ravvisa la possibilità di “una ritorsione rispetto gli incarichi politici svolti.
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