Italia
Massa-Carrara, dopo il post allusivo parla Giancarlo Casotti: dimettermi? Io non ci penso nemmeno
E ribadisce: non ce l'avevo con la sindaca di Carrara
di Michela Nicolai
Carrara La polemica monta e il caso, diventato politico, non accenna a sgonfiarsi. Il post su Facebook del presidente della casa di riposo di Massa, Giancarlo Casotti, interpretato dai più come riferito alla sindaca Serena Arrighi, ha scatenato un terremoto sui social e nelle sedi ufficiali. Ferma condanna da parte di tutti i partiti (anche i più distanti tra loro nell'arco parlamentare), messaggi di solidarietà dal mondo dell'associazionismo e del sindacato. Quel pettegolezzo "trash" che tocca la sfera privata, sbattuto sulla piazza virtuale, ha provocato reazioni a catena, anche con il rischio di un incidente diplomatico tra la prima cittadina Arrighi e l'omologo d'oltre Foce Persiani: lui che si scusa a titolo personale, lei che chiede «una risposta più istituzionale» (la revoca della nomina alla "Ascoli" per l'ex consigliere?). Viene da domandarsi se Casotti, al centro di questo caos mediatico, abbia ipotizzato di dare le dimissioni. «Non ci penso nemmeno - è la sua replica - non se ne parla proprio, anche se mi dispiace partire da questa risposta...».
Almeno ha chiamato la sindaca per scusarsi del post?
«Assolutamente no perché quello che ho pubblicato non era riferito a lei e non aveva niente a che fare con la politica. L'ho già detto e lo ripeto».
Mi dispiace doverle ricordare che il richiamo all'ambito politico era esplicito nel testo del post. E nei commenti lei scriveva che il riferimento era a un «ruolo istituzionale che inizia per S e finisce per A».
Non è che lasciasse molto spazio all'immaginazione...
«Ci sono tanti ruoli istituzionali che iniziano per S e finiscono per A...».
Ad esempio?
«Non devo mica dirlo a voi. E comunque avevo scritto "politica" per deviare i sospetti dalla persona che volevo realmente colpire...»
Quindi una telefonata alla sindaca non la farà? «Non ho neanche il suo numero e in ogni caso non ce l'avevo con lei, che tra l'altro è anche la mia sindaca perché mi sono trasferito a Carrara di recente». Quindi l'ha votata? «No, questo no, io sono socialista...».
Molti socialisti l'hanno appoggiata.
«Io non sono tra quelli ma, da uomo politico, se devo giudicarla lo farò per la sua azione amministrativa, non per la sua vita privata».
Ammesso che l'obiettivo non fosse l'ingegner Arrighi, non è che pubblicare chiacchiere da bar sui social sia accettabile, tanto più se a farlo è un esponente politico con un ruolo pubblico.
«Certamente e infatti mi scuso anche con la persona a cui il post era diretto. Ho fatto una cappellata, un errore che purtroppo stanno pagando anche i miei genitori, la mia compagna, devo chiedere perdono anche a loro».
Il giorno dopo le polemiche ha pubblicato una foto con sua figlia. Come avrebbe reagito se quel post fosse stato riferito a lei?
«Ho sbagliato e mi sono sentito malissimo perché avrebbe potuto succedere a me. Ho una mamma, una compagna, una figlia e non sono sessista, se lo riscrivete vi denuncio perché mia madre piange da due giorni dopo che ha letto certe accuse. Sono sempre stato rispettoso delle donne. Il sessismo io semmai l'ho subito nella vita e anche in politica, anni fa ho dovuto rinunciare a un ruolo importante per una questione di quote rosa».
Il fatto che la sindaca Arrighi abbia deciso per ora di non sporgere denuncia la fa sentire sollevato? «Per niente. Mia madre, la mia compagna e mia figlia sono mortificate per quello che ho fatto, anche il sindaco mi ha richiamato all'ordine. In futuro mi guarderò bene dal riportare commenti su Facebook, anche se ho letto prese di posizione che rasentano l'ipocrisia assoluta. In futuro voglio essere cercato per quello che faccio nel mio ruolo, non per quello che scrivo sui social. È una decisione che ho preso anche per salvaguardare la mia famiglia».l
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