Sicurezza
L’algoritmo beffa le insegnanti, il sindacato pronto a fare ricorso
Pianeta scuola, nel mirino i parametri e il cosiddetto codice sorgente
MASSA-CARRARA. Il nuovo anno scolastico è iniziato, ma alcune docenti iscritte alla graduatoria provinciale delle supplenze per l’insegnamento di sostegno della nostra provincia non sono state convocate, sebbene, sostengono, avessero più punti di molti colleghi che invece hanno avuto il tanto sospirato incarico annuale. Queste insegnanti, in pratica, sarebbero state “saltate” dall’algoritmo, lo strumento digitale che consente di presentare -in modalità ormai esclusivamente on line- le domande per le supplenze, che un tempo, invece, venivano assegnate nel corso di convocazioni in presenza.
Il nuovo sistema di attribuzione dovrebbe essere “a prova di errore”, anche se non tiene conto di requisiti importanti come la continuità didattica, che, invece, soprattutto nell’insegnamento agli alunni disabili, risulta fondamentale. Eppure, le docenti escluse sostengono di avere presentato la domanda in maniera corretta, ricorrendo all’assistenza dei sindacati. A cercare di fornire una spiegazione a quanto accaduto è proprio una di queste insegnanti.
«Da quando è entrato in funzione il nuovo sistema che prevede di presentare la domanda solo on line -racconta una delle professoresse escluse - ci è sempre stato detto di evitare di inserire al suo interno i codici meccanografici degli istituti in cui non siamo interessate ad accettare supplenze. Io, che ho due bambini piccoli, ad esempio, ho tralasciato le scuole serali e quelle della Lunigiana. Quando, però, tutte le altre disponibilità erano già state assegnate ed erano rimasti incarichi solo nelle scuole che avevamo lasciato fuori dalla domanda, noi non abbiamo più avuto diritto ad essere chiamate per queste supplenze, perché siamo state considerate rinunciatarie. È chiaro, però, che noi in realtà non abbiamo rinunciato a nulla, ma solo espresso la nostra preferenza per alcune sedi di servizio. Adesso l’unica nostra speranza è quella di essere chiamate dalle singole scuole attraverso le graduatorie di istituto, per sostituire eventuali colleghi che andranno in malattia e gravidanza».
A causa di questa incomprensione sulla modalità di presentazione delle domande, dunque, diverse docenti precarie, alcune delle quali dotate di esperienza considerevole, sarebbero rimaste escluse a vantaggio di altre più giovani e con meno punti di servizio. Alcuni sindacati, però, hanno già minacciato ricorsi, pur sapendo che si va incontro all’incertezza dei relativi tempi.
«Come sindacato -spiega il segretario regionale Uil scuola Carlo Romanelli- interverremo in tutti i modi a tutela delle docenti nostre iscritte. Anche giovedì 15 settembre al nostro incontro hanno partecipato sia l’avvocato della Uil scuola nazionale, che quelli della Uil scuola regionale e dei territori. Chiederemo al ministero dell’Istruzione il codice sorgente dell’algoritmo, così da evidenziare le criticità e le irregolarità che hanno danneggiato molte persone come queste, non solo per i punteggi, ma anche nella loro stessa vita e dignità. Recentemente -conclude il sindacalista- abbiamo avuto importanti sentenze a noi favorevoli, anche con la condanna del Ministero al risarcimento degli stipendi».
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