Sicurezza
«Morini sia giudicato come uomo di chiesa»
La difesa di don Euro deposita l’ appello alla Corte di Genova. «Una fitta nube di maldicenza ha permeato tutto il processo»
MASSA-CARRARA. «Tutto il corpo della sentenza è animato dal convincimento negativo del tribunale circa la persona di Gianluca Morini. Gianluca Morini era un uomo di Chiesa, un prete, e le sue condotte possono essere tutt'al più vagliate da chi di dovere sotto l'aspetto morale e religioso». La sentenza a cui si fa riferimento è quella del febbraio scorso che ha condannato l’ex parroco di Massa, Avenza e Caniparola, a 7 anni e mezzo dopo cinque anni dall'inizio delle indagini. Viene messe nero su bianco così nelle 77 pagine di appello depositate dalle difesa – avvocato Gemma Montaruli) di Gianluca Morini (noto alle cronache come Don Euro) alla Corte di Genova. Settantasette pagine in cui si ripercorre la vicenda giudiziaria che ha scosso la comunità pastorale (e non solo) di Massa Carrara e della Lunigiana. E che terminano con una richiesta precisa: l’assoluzione da tutti i capi di imputazione o, in subordine, una rideterminazione della pena e dei risarcimenti alle parti civili.
La sentenza
Condannato a sette anni e mezzo di carcere per estorsione e per sostituzione di persona ma solo per alcuni episodi dell'intricata vicenda che lo ha visto protagonista. Per Luca Morini, ex parroco della diocesi di Massa Carrara che i fedeli avevano soprannominato don Euro per la facilità con cui chiedeva somme di denaro, così si era chiuso il processo di primo grado davanti al tribunale di Massa. L'ex religioso, ridotto allo stato laicale in seguito allo scandalo, era stato invece assolto per il reato di cessione di sostanza stupefacente e auto-riciclaggio, oltre che per l'accusa di estorsione nei confronti di una suora e per il reato di sostituzione di persona riguardo un episodio con un escort. La condanna a sette anni e sei mesi gli era stato inflitta perché si sarebbe finto un magistrato con altri suoi presunti amanti e per una presunta estorsione al suo ex vescovo di Massa Carrara, monsignor Giovanni Santucci, non più guida della diocesi toscana. Il pm aveva chiesto invece otto anni e mezzo di reclusione, la difesa dell'ex sacerdote l'assoluzione, dopo aver visto riconosciuta la semi-infermità mentale di Morini.
La vicenda
A far scoppiare lo scandalo nel 2015 la denuncia di un escort, a cui Morini si sarebbe appunto presentato come un magistrato, che avrebbe svelato spese in cene, viaggi e costose spa, oltre che festini hard. Durante l'inchiesta al sacerdote furono anche sequestrati 700.000 euro e pietre preziose per altri 150.000 euro. Quattro gli escort costituitisi parti civili a cui il tribunale ha riconosciuto complessivamente 14mila euro di risarcimento danni.
L’appello
«Una fitta nube di maldicenza ha permeato il processo fin dall’inizio dell’indagine che è coincisa con il servizio televisivo andato in onda sulle reti Mediaset in data 16 novembre 2015 (trasmissione Le Iene) ove il Morini è stato dipinto da varie fonti, per lo più oscurate o travisate, come un vero e proprio ladro, intento a vivere nel lusso più sfrenato grazie alle offerte sottratte ai fedeli; a partire daquel momento gli è stato attribuito pubblicamente l'appellativo di “Don Euro” che lo ha identificato di fronte alla stampa per tutto il corso del processo, ma anche nelle cancellerie del Tribunale e della Procura, ove il fascicolo riguardante il presente procedimento era definito con tale nomignolo». Al centro dell’appello della difesa finisce la perizia psichiatrica su Morini. Quella che, in sentenza, ha riconosciuto solo il “vizio parziale di mente”. «Il tribunale – si legge - ha completamente omesso di valutare, ai fini dell’esclusione del vizio totale di mente, sia quanto riferito dal dottor Moretti in udienza, che quantosostenuto del professor Pietrini». Si parla, in sostanza del “disturbo bipolare dell’umore” che, secondo la difesa, è stato documentato a livello medico, che fa perdere a Morini “il contatto con la realtà”.
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