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Sanac, la lettera della Regione al ministero: non c’è tempo da perdere

Sanac, la lettera della Regione al ministero: non c’è tempo da perdere

Il consigliere Fabiani chiede un incontro urgente. «Indispensabile che venga saldato il debito da 32 milioni o mancherà la liquidità»

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MASSA. C’è un futuro incerto dopo che gli indiani si sono defilati dall’acquisizione e c’è un problema di liquidità: Acciaierie di Italia, partecipata dallo Stato, detiene lo stabilimento ex Ilva, per decenni primo committente di Sanac. Ma adesso quello stabilimento i mattoni refrattari da Sanac non li acquista più e Acciaierie non paga il debito accumulato. Gli operai temono – oggi più che mai – di perdere il posto di lavoro.

Ora a chiedere “l’intervento diretto” di Acciaierie d’Italia è la Regione auspicando che si arrivi presto ad un incontro con i vertici per confrontarsi sui principali nodi della vicenda. Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani per il lavoro e le crisi aziendali, ha scritto una lettera in cui si rivolge direttamente all’amministratrice delegata di Acciaierie Lucia Morselli, nonché al Ministro e al viceministro dello Sviluppo economico e al coordinatore della struttura per la crisi d’impresa dello stesso Ministero.

Nella lettera, dopo aver ricordato che la Regione “ha monitorato attivamente l’intero corso della vertenza”, il consigliere sottolinea che il più grande gruppo siderurgico italiano, della cui compagine societaria fanno parte Am InvestCo Italy e Invitalia, non può considerarsi indifferente in ragione del “peso così determinante nella crisi” dello storico sito industriale di Massa (circa 100 i lavoratori coinvolti) e, di conseguenza, “nella sua possibile soluzione”. Sanac – ricorda la Regione in una nota – ha problemi di cassa e ad ottobre , se non verranno saldati i 32 milioni del debito vantato nei confronti di Acciaierie, mancherà la liquidità per acquistare materie prime, pagare fornitori e stipendi. La situazione – prosegue la nota – si è aggravata con la mancata aggiudicazione dell’ultima asta di vendita, il 4 agosto, a causa della quale si profilano incertezze sia per la produzione che per la salvaguardia dei posti di lavoro. Inoltre, si mette in evidenza nella lettera di Fabiani, «le commesse provenienti da Taranto, che storicamente rappresentano oltre la metà del portafoglio ordini dell’azienda, interrotte a metà 2021, non sono ripartite. L’obiettivo di un riassorbimento di Sanac nell’alveo di Acciaierie d’Italia, come sua controllata, attraverso l’acquisto dell’azienda, non si è finora concretizzato, né sono emerse sostanziali alternative”. Attorno a questi punti, e considerando che Sanac «è un’azienda produttiva, in pareggio e in grado di rilanciarsi nel mercato purché siano definite le prospettive sia nel breve sia nel medio periodo, la Regione ribadisce la sua disponibilità al confronto e auspica che si giunga presto a un incontro con Acciaierie».

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