Il dolore
Il salotto buono di Marina di Carrara utilizzato come un vespasiano: «Siamo esasperati»
Un altro sabato sera nella zona “movida” a Marina finisce nel mirino dei residenti «I locali non c’entrano, questa volta sono stati sorpassati i limiti»
CARRARA. «La notte appena trascorsa è stata veramente pessima». Parte da qui, con una pioggia di commenti tutti social quasi a testimoniare la portata e a tradurre l’esasperazione dei residenti, il commento al sabato sera appena trascorso di Gino Stefanini, tra i promotori del Comitato zona Marina di Carrara; un gruppo nato un paio di anni fa e con focus quella che loro etichettano con il termine “mala-movida”.
Nel post social arrivato puntuale ieri mattina precisa, come poi confermerà a Il Tirreno: «I locali non c’entrano assolutamente, si sono comportati secondo le regole: per questo possiamo provare a parlare di punto zero per un accordo tra i gestori dei locali, commercianti e i residenti».
Dopo la precisazione doverosa, riprende facendosi portavoce del malcontento: «Tutto quello accaduto per strada è stato tragico: così tanta gente ubriaca, vomito e urina era un po’ che non la vedevo, c’è un odore per strada allucinante», racconta e aggiunge: «Adesso è urgente trovare una soluzione perché questi modi di comportamento danneggiano tutti, ragazzi e ragazze per primi, poi zona, locali, e residenti». Prima di chiosare poi fa una riflessione: «Queste persone poi salgono in auto per fare rientro a casa o per continuare la nottata e possibile che non si rendano conto che stanno mettendo a rischio la propria vita e quella altrui? Percorrono le strade che circondano la zona a velocità folle, incuranti dei limiti e degli orari». E conclude: «All’amministrazione chiediamo di provvedere con urgenza a disinfettare via Genova e via Venezia, non si cammina sui marciapiedi, c'è da stare male dall’odore». Nelle scorse settimane, tra le varie segnalazioni fatte dal Comitato era spuntata anche la richiesta di una misura da mettere in campo a stretto giro: quella di bagni pubblici per evitare appunto che la zona – chiamata della “movida”, il quadrilatero –, il “salotto” marinello diventasse un vespasiano a cielo aperto. E nelle scorse settimane sul tema da palazzo civico avevano spiegato: «Siamo al corrente del problema e abbiamo già avuto i primi incontri, sia con gli esercenti della zona, sia con le forze dell’ordine, trovando piena collaborazione. Anche i gestori dei locali patiscono i comportamenti scorretti di alcuni, che alla fine penalizzano anche quella parte di ragazzi che invece hanno un atteggiamento civile e tranquillo. Di certo è nostra intenzione affrontare il problema rapidamente, creando un tavolo con la polizia municipale, le forze dell’ordine, i negozianti e una rappresentanza dei cittadini, perché i comportamenti eccessivi devono essere arginati».
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