Il Tirreno

Centofanti alla guida dei cacciatori: «Limitare l’invasione di cinghiali»

Luca Santoni
EmilianoCentofanti
◗
EmilianoCentofanti

Sono circa 2900 le doppiette attive in tutta la provincia di Massa-Carrara

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Limitare l’invasione del cinghiale in Lunigiana e spingere per una maggior cura delle terre abbandonate dall’uomo. Questi sono i punti più “caldi” toccati da Emiliano Centofanti, nuovo presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia-Atc numero13 “Massa” (sono circa 2900 i cacciatori nella nostra provincia) . Centofanti, residente a Massa e originario di Podenzana, è stato sostenuto unanimemente dai consiglieri del Comitato di gestione. Dai cacciatori agli ambientalisti, dai rappresentanti degli agricoltori a quelli delle Istituzioni. Ed è proprio in questa direzione che sarà il suo impegno. Gestire fauna e ambiente a 360 gradi in equilibrio con le attività umane. Il suo mandato sarà indirizzato proprio al recupero del ruolo del cacciatore come elemento di attività sostenibili ed al servizio della collettività nella gestione di specie ormai invasive come il cinghiale.

«Il principale problema del nostro territorio che dobbiamo affrontare», spiega il presidente dell’Atc, è quello relativo alla sovrabbondanza del cinghiale. Stiamo parlando di un animale che si adatta benissimo a tutte le situazioni ambientali e che sta prendendo sempre più spazi in Lunigiana. Il suo aumento va di pari passo con la scomparsa progressiva dell’agricoltura. Man mano che l’uomo abbandona i campi, il bosco prende sempre più spazio. Questo va a vantaggio del cinghiale. Parallelamente gli animali scendono sempre più a valle, per sfuggire alla predazione del lupo in alta montagna». La conseguenza è quella di un cinghiale sempre più invasivo e vicino alle zone abitate dall’uomo.

«I cinghiali», continua Centofanti, «trovano cibo vicino le case. Basta vedere cosa accade a Roma, con cinghiali avvistati a mangiare vicino ai cassonetti dell’immondizia. E d’altronde è un animale che si adatta a tutto e non ha paura. A eccezione del lupo e dell’uomo non ha altri predatori. La soluzione? Magari potessimo averne una imminente. Quello che posso dire, è che mi piacerebbe essere il presidente di tutte le associazioni: dei cacciatori, dell’ambiente e specialmente dell’agricoltura. La realtà che va a soffrire più di tutti per questa situazione è quella delle coltivazioni, perché purtroppo la presenza del cinghiale crea danni».

Centofanti spiega quali saranno gli obiettivi del suo mandato: «Puntiamo a riqualificare in Lunigiana la piccola selvaggina stanziale. In questi anni avevamo avuto il “Progetto lepre” da portare avanti. Cercheremo di rendere più “autoctone” specie come fagiano, pernice e lepre». In merito al rapporto con le autorità locali, Centofanti spiega: «Alla polizia provinciale chiediamo una grossa collaborazione, che sta già dando, in modo da poterci adoperare in poco tempo sul territorio, sia con l’articolo 37, sia con la caccia di selezione che ci consente la legge regionale. So che non è facile, ma i sindaci dell’Unione dei Comuni della Lunigiana dovrebbero spingere per una cura maggiore vicino ai centri abitati, impedire che le macchie di bosco avanzino. Questo è il problema maggiore che di fatto causa la presenza del cinghiale vicino alle zone abitate dall’uomo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa