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Carrara

Caso Lapucci: vanno a giudizio tre politici locali

Caso Lapucci: vanno a giudizio tre politici locali

Citati per tentata violenza privata. Udienza fissata al 6 dicembre

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CARRARA. Udienza il 6 dicembre per Riccardo Bruschi (ex coordinatore comunale di Forza Italia), Nicola Pieruccini (commissario provinciale della Lega) e Massimiliano Bernardi (Alternativa per Carrara) destinatari di un decreto di citazione a giudizio con capo di imputazione che contesta una tentata violenza privata ai danni di Lorenzo Lapucci, all’epoca dei fatti (era il 2021) consigliere comunale. Tutti e tre i politici locali, che erano stati denunciati dallo stesso Lapucci, sono assistiti dagli avvocati Francesca Marchini e David Cappetta. I quali ritengono centrale – per il procedimento che vede i coinvolti i loro assistiti – la vicenda che oppose Lapucci a Bernardi ma anche agli altri relativamente a un concorso dell’Unione di Comuni della Lunigiana al quale l’allora consigliere comunale aveva partecipato. Finendo, però, per essere assunto come geometra al Comune di Luni.

Nel febbraio dello scorso anno (ma il concorso è del 2019) contro questa assunzione furono presentati due esposti: uno alla Corte dei Conti e uno alla Procura della Repubblica di Massa. Dei quali, al momento, sembrano essersi perse le tracce.

Nel frattempo, però, si va dritti verso la data dell’udienza del 6 dicembre. Che vedrà il sistema-Giustizia doversi occupare della più classica della richiesta da quando esiste la politica: dimissioni.

«A noi serviva un consigliere comunale, ruolo strategico per una città», ricorda Riccardo Bruschi, parlando a ruota libera del confronto con Lapucci: «Se una persona non ne ha voglia, si deve dimettere. Così gli ho detto e io quello che dico è sempre schietto». Peraltro, aggiunge Bruschi, «nel farlo io esercitavo il mio ruolo di commissario comunale di Forza Italia, partito del quale Lapucci era consigliere comunale».

Alla richiesta di dimissioni, ricostruisce Bruschi, «si è arrivati anche perché ero stato avvisato delle contestazioni legate al concorso pubblico. Mi avevano detto che sarebbe scoppiata una “bomba” che avrebbe interessato il mio partito. Certo, è vero che le cose io non le mando a dire». Non è escluso, insomma, che sia volata qualche parola di troppo in un confronto che coinvolgeva sia l’aspetto politico che quello privato, ma con al centro le dinamiche dell’amministrazione della “Res pubblica”.

«Lapucci ci accusa di non so quali minacce», conclude l’ex coordinatore di Forza Italia a Carrara: «Di sicuro ha collegato la pressione a dimettersi all’esposto che io – però – non ho fatto». Esposto che, invece, fece Bernardi parlando espressamente di «gravissime incongruenze nel bando dell’Unione. Incongruenze che rendono palese il danno erariale, e mettono in evidenza che la selezione pubblica, mancante di copertura finanziaria, non è stata esplicitata all’insegna della trasparenza e della legalità».

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