Il Tirreno

Carrara

Tempesta d’agosto, il vescovo: «La natura ha protestato»

Luca Barbieri
Il vescovo Mario Vaccari, con il marito di Maria Laura Zuccari, Lorenzo Mencaraglia
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Il vescovo Mario Vaccari, con il marito di Maria Laura Zuccari, Lorenzo Mencaraglia

Chiesa gremita per l’ultimo saluto a Maria Laura Zuccari ieri mattina. L’inchiesta prosegue: il medico legale conferma lesioni da schiacciamento

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Carrara «Nostra sorella madre terra ha protestato per il male che le provochiamo. Siamo cresciuti pensando fossimo i suoi proprietari, saccheggiandola». Tono pacato, sguardo rivolto alla chiesa gremita e un monito che arriva dopo aver ricordato il «gesto importante» compiuto sette giorni prima da Maria Laura Zuccari, una persona dal «cuore d’oro». Cita il Cantico di san Francesco, il vescovo Mario Vaccari, e parte dal contesto: da quel giorno di una settimana fa, giovedì 18 – «una giornata terribile», riferendosi a quella tempesta d’agosto che si è abbattuta con forza sulla zona apuana – nella quale ha perso la vita Maria Laura, a 68 anni. Lo dice per l’ultimo saluto per i funerali che si sono svolti ieri mattina, giovedì 25 agosto, nella chiesa di Avenza, nella parrocchia di Maria santissima mediatrice. A pochi metri dalla chiesa e a pochi metri da casa sua, Maria Laura attorno alle 10 di giovedì scorso era andata verso il parco Ugo La Malfa: era impegnata in una delle sue faccende che erano sempre faccende per aiutare qualcuno: stava cercando di recuperare una donna senza fissa dimora. Temeva che la pioggia la impaurisse, oltre che la bagnasse. Cercava quella donna, con il suo cane, nel parco dietro casa, dove abitava con il marito nel quartiere che oggi sente la mancanza di uno dei suoi simboli. Quel parco che adesso in molti chiedono che venga intitolato alla “Laura”, come veniva chiamata; mentre in consiglio comunale potrebbe arrivare prossimamente la richiesta della medaglia al valore civile.

In chiesa ieri mattina c’era ovviamente la famiglia – con il marito Lorenzo e il figlio Massimiliano Mencaraglia –, c’erano i parenti, gli amici e il suo quartiere, oltre ovviamente alle autorità militari e civili, con il prefetto Guido Aprea e la sindaca Serena Arrighi in prima fila. «Una giornata di lutto e ciò che deve fare l'amministrazione è rispettare e abbracciare a pieno il dolore della famiglia della signora Maria Laura», dirà poco dopo la cerimonia la prima cittadina.

Nell’omelia del vescovo – anticipata da qualche minuto di apprensione per un lieve malore che ha colpito una donna tra i presenti (ricoverata all’ospedale delle Apuane in codice giallo per accertamenti) – l’aspetto della natura e il dialogo mancato tra quest’ultima e l’uomo; ma anche quello della solidarietà: con l’esempio di Maria Laura, «uscita di casa, in una giornata terribile, per fare del bene». Poi l’abbraccio e le parole di conforto alla famiglia, alle quali si è aggiunto un lungo applauso finale a tradurre l’affetto per Maria Laura. Le attività, vista la giornata di lutto cittadino, hanno abbassato le saracinesche per il minuto di silenzio. Inoltre, tra i messaggi anche quello di Cosimo Maria Ferri: «Esprimo forte vicinanza alla famiglia della signora Maria Laura morta per la sua generosità, altruismo e voglia di proteggere prima gli altri di se stessa. Un grande esempio di umanità e solidarietà che ci lascia e che ci deve stimolare a seguire la sua semplicità e testimonianza. Chi ha avuto il piacere di conoscerla oggi ha un grandissimo vuoto che deve riempire con i suoi insegnamenti. Le istituzioni devono però fare la loro parte e sui cambiamenti climatici c’è tanto da verificare e modificare. Gli stati d’allerta regionale vanno adeguati, i Comuni devono adottare il regolamento area verde, i piani di gestione e di mantenimento dello stato di salute delle piante e un piano sicurezza che sappia tener conto di misure efficaci di prevenzione», auspica.

L’inchiesta

Intanto l’esito dell’autopsia sul corpo della donna (effettuata dalla dottoressa Susanna Gamba) ha evidenziato delle lesioni – da schiacciamento – toraciche, oltre al trauma cranico che poi le avrebbe causato gli arresti cardiaci per i quali Maria Laura è morta poco dopo all’ospedale delle Apuane. Le indagini dei carabinieri guidati dal maggiore Cristiano Marella vanno avanti; il fascicolo della pubblico ministero, la dottoressa Giulia Giancola, ipotizza il reato d’omicidio colposo verso ignoti, al momento.

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