Il dolore
Poveromo, spiaggia che cova: una nidiata di tartarughe a un passo dagli ombrelloni
Individuati tre nidi di una stessa tartaruga marina della specie “Caretta Caretta”. I volontari Wwf Alta Toscana pattugliano l’arenile da La Spezia e Viareggio
MASSA. La festa di San Lorenzo con la grigliata ma senza musica e, bene in vista, l’ordinanza del sindaco di Massa, Francesco Persiani, a tutela della nidificazione della tartaruga marina del tipo “Caretta Caretta”: Poveromo, una spiaggia che cova le uova che una stessa tartaruga ha deposto in ben tre nidi. Compreso quello sotto la sabbia dello stabilimento balneare “Sport e natura”, ultimo dei nidi individuati e tutelati quotidianamente dai volontari e dal personale scientifico del Wwf Alta Toscana che a Ronchi ha il Centro naturalistico che proprio delle tartarughe si occupa. Una tutela che, insieme agli uomini e le donne delle Capitanerie di porto, si estende fino alla spiaggia della Riserva naturalistica della Lecciona, tra Viareggio e Torre del Lago, in Versilia. Dove – tra l’altro – proprio nel corso di questa estate un’altra associazione ambientalista – Legambiente – ha lanciato l’appello per la ricerca di dei volontari, i cosiddetti Tartawatchers, che collaborino nella ricerca dei nidi da mettere in sicurezza.
Ai tre nidi di Poveromo (oltre a quelle del bagno “Sport e natura”, ci sono le uova al “Nical” e al Carol di Ponente) hanno pensato Wwf, Capitaneria di porto di Carrara, e i gestori degli stabilimenti scelti dalla inusuale “cliente” per la cova. Claudio Costelli è il segretario dell’associazione “Sport e natura” che dal 1977 gestisce l’omonimo stabilimento: «Il nido è stato individuato vicino a un ombrellone del nostro stabilimento», racconta, «e al quel punto sono intervenuti Wwf, Capitaneria e Arpat ed è stata fatta una valutazione su dove sarebbe stato meglio spostare le uova deposte molto vicino alla battigia. Così è stato individuato un luogo idoneo a proteggere le uova dalle mareggiate». È stata così individuata una tenda in uso a un socio della associazione «che ha dato immediata disponibilità allo “sfratto», racconta Costelli al Tirreno: «Un’altra socia ha dato un contributo per l’acquisto del materiale per il nuovo nido (protetto da una gabbia, come si vede nella foto, ndr) che è stato riprodotto identico a quello originario grazie ai rilievi eseguiti dagli esperti». Adesso, il nido di “Sport e natura”, come gli altri sulla spiaggia di Poveromo, viene costantemente monitorato «da Capitaneria, Wwf e Tartamare».
Ma non sono solo gli occhi degli esperti naturalisti a “covare” le uova dei tartarughini: «Vengono i bambini un po’ da tutta la spiaggia, accompagnati dai genitori», prosegue il racconto: «Chiedono tutti quando è previsto che schiudano le uova». Miracolo della vita che è atteso per i primi di settembre, considerando che «più caldo farà e prima si schiuderanno».
Intanto, il primo cittadino partecipa alla cova collettiva e in tempi di spiagge attraversate dal calpestio del maxi concerti, dispone il divieto – fino alla schiusa delle uova – «di praticare, nell’intorno dei 5 metri della zona circoscritta, giochi che potrebbero arrecare danni al nido» e di «utilizzare luci notturne, in prossimità del periodo di schiusa e durante le eventuali attività di sorveglianza che interferiscano con l’attività delle tartarughe neonate». Vietato anche lasciare i cani liberi, senza guinzaglio.
«È bello vedere come in così poco tempo questo grande rettile antico abbia fatto breccia nei cuori di tutti», scrive il Wwf Alta Toscana sulla pagina Facebook del Centro naturalistico di Ronchi. La cui attività – viene ricordato al telefono con il Tirreno – «è autorizzati dal ministero dell’ambiente che ci coinvolge nel monitoraggio della spiaggia da Viareggio a La Spezia, con i volontari che controllano la presenza delle tartarughe. Collaboriamo con l’università di Pisa e Arpat Livorno, per la parte scientifica, il tutto sotto il “cappello” della Regione Toscana».
E sono stati i volontari che hanno seguito passo passo, di notte, le tracce apparse sulla spiaggia apuana, giungendo alla conclusione – grazie all’esperienza degli esperti scientifici, tra i quali c’è Marco Zuffi, erpetologo del Museo di Storia naturale dell’università di Pisa – «che si tratta di «un’unica tartaruga, la quale ha fatto tre nidi. Che è un fatto eccezionale».
Che sia l’estate della tartaruga e dei suoi nidi, lo dice anche l’esperienza che hanno potuto fare i piccoli frequentatori del Centro estico di Montignoso, gestito dall’associazione “Sport per tutti e solidarietà Massa-Carrara Aps” sulla a Spiaggia dei bambini al Cinquale. Qui le operatrici hanno sensibilizzato i bambini sulle tartarughe marine facendogli trovare anche una simulazione di nido, oltre a tanto materiale utile per conoscere questi animali.
«C’è tanto interesse e c’è curiosità a conoscere l’ambiente marino», sottolinea Claudio Costelli, «che è un contenitore di vita». A capirlo sono soprattutto i più piccoli che a quei nidi invisibili, sotto la sabbia si sono affezionati: «I volontari hanno portato qui un cartello esplicativo nel quale si parla anche dei predatori per le uova di tartaruga», sono anche le parole di Costelli, «e i bambini si sono spaventati, preoccupati, chiedendo se poteva arrivare fin qui la volpe». Predatori, uova, nidi, mare e le sue creature: l’ambiente, insomma, che per fortuna ci balza incontro anche a Ferragosto, sotto l’ombrellone.
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