Il Tirreno

La Pubblica di Carrara: ecco cosa possiamo fare noi

Massimo Braglia
La Pubblica di Carrara: ecco cosa possiamo fare noi

Porte aperte ai volontari, sarà potenziata la sede di Marina

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MASSA CARRARA.  La Pubblica Assistenza di Carrara garantisce porte aperte per tutti coloro, soprattutto volontari che vorranno dare una mano, l’impegno a rafforzare fin da subito la sede di Marina di Massa e a coprire i servizi di emergenza e urgenza di cui la Asl avrà bisogno su Massa. Ma il futuro dei dodici dipendenti della Croce Bianca di Massa non può essere almeno ad oggi garantito dalla Pa carrarese, una realtà importante ma che ovviamente non può farsi carico tout court di appesantire il bilancio. Con 70 dipendenti, e 280 volontari, l’associazione carrarese presieduta da Fabrizio Giromella ha chiuso il 2021 con un bilancio in perdita di 20mila euro, e un conto economico da 3,5 milioni.

A fianco di Giromella, a fare il punto sul “dopo Croce Bianca”, anche Maurizio Stefano Cugini, di Anpas (Associazione nazionale Pubbliche assistenze) della Toscana di cui è consigliere delegato.

Ad oggi, come scritto sul Tirreno di ieri, i dodici dipendenti della Croce Bianca sono tutti senza lavoro, licenziati; hanno sottoscritto un accordo per il quale, scrive in una nota Alessio Menconi, «La funzione pubblica Cgil esprime soddisfazione per la sottoscrizione degli accordi tra lavoratori e Croce bianca seguiti ai licenziamenti individuali. Dopo tutte le difficoltà dei giorni scorsi, abbiamo messo un punto fermo di ripartenza a garanzia sia dei servizi alla cittadinanza che dell’occupazione. I lavoratori licenziati hanno avuto una boccata d’ossigeno con la sigla degli accordi tombali, per i quali hanno ricevuto la cifra di 1000 euro a testa, e che permetterà loro di usufruire degli ammortizzatori sociali e di accedere in futuro al pagamento di tre mensilità arretrate e del tfr. Anpas, attraverso la messa in campo delle proprie associazioni, garantirà che i servizi del territorio vengano svolti con regolarità e tutti assieme, sindacati, Anpas e lavoratori, cercheremo di portare avanti il progetto che dovrebbe ricollocare prima del termine degli ammortizzatori tutti i dipendenti. Ringraziamo tutti i soggetti che hanno contribuito ad uscire dalla situazione gravissima che si era creata , in particolare i lavoratori che nell’incertezza generale si sono affidati al sindacato, e l’Anpas nazionale che ha avuto un ruolo preponderante nella svolta».

Il riassunto della funzione pubblica Cgil spiega bene la prospettiva: i servizi lasciati scoperti dalla Croce Bianca saranno garantiti da tutto il sistema delle Pubbliche assistenze provinciali, e in particolare da Carrara sia per vicinanza sia perché come detto ha già una delle cinque sedi di emergenza-urgenza a Marina di Massa e una poco distante, in via delle Pinete (Marina di Carrara - 2, le altre sono Fossola, Avenza, Marina di Carrara, la sede centrale di Carrara fa solo le urgenze).

E, ricorda Cugini, la Croce Bianca non è chiusa, è autonoma: «Senza dipendenti, ma con i volontari, può svolgere qualcuna delle attività previste dallo statuto. Noi come Anpas eravamo già intervenuti nel 2017, e in questi anni si era trovato un equilibrio economico-finanziario; ma poi il pregresso si è ripresentato ed è diventato insostenibile. Anche in questo caso, ci siamo attivati per non lasciare a piedi i dipendenti, e abbiamo individuato il percorso più logico; per tempi tecnici, si è dovuta scartare l’ipotesi della Croce Verde di Montignoso».

Ma, questo è il succo della conferenza stampa indetta da Pa di Carrara e Anpas regionale, non era neppure pensabile caricare l’associazione carrarese di un onere, sia di personale che di debiti pregressi. Pertanto, l’accordo “tombale” della Croce Bianca segna la fine di un percorso, e quello che succederà dopo sarà scollegato da quanto avvenuto finora. Riprende Giromella: «Alla Asl e in particolare ai cittadini di Massa, diciamo che noi ci siamo: possono venire alla sede di Marina di Massa, che per luglio e agosto già copre il servizio 118, e prima lo faceva nei fine settimana; possono venirci a trovare, e chi vorrà diventare nostro volontario sarà bene accetto, ce n’è sempre bisogno».

Nata nel 1896, quindi qualche anno prima rispetto alla Croce Bianca, la Pa di Carrara ha la sua sede storica in città, di 1.600 metri quadrati; di circa mille metri quadrati sono quelle di Avenza e Marina (dove stanno per diventare operativi cinque laboratori), e in quasi tutti i paesi a monte ha un proprio edificio aperto al pubblico, a partire da Sorgnano (Casa del sorriso). «Abbiamo scoperto di avere uno stabile anche a Castelpoggio, stiamo lavorando per renderlo fruibile».

Una realtà con i conti in ordine e che vuole continuare a procedere con il passo secondo la gamba. Ma l’auspicio, ovviamente, è che in futuro ci siano le condizioni anche per aiutare i dodici ex Croce Bianca (due potrebbero andare nel frattempo in pensione) a ritrovare un posto di lavoro una volta finiti gli ammortizzatori sociali.

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