Finanza
Chiusa un’armeria in centro città, sette denunce e 97 armi sequestrate
I numeri dell’ufficio della questura apuana: ritirate oltre mille munizioni
MASSA. Nell’ambito di una intensa attività di prevenzione connessa al periodo estivo la divisione polizia amministrativa della questura di Massa ha svolto una mirata attività di controllo nel settori delle armi per il rispetto della normativa e nel settore delle licenze dei locali. A riguardo, infatti, dalla questura ricordano che «una volta ottenuto il titolo o la licenza alla detenzione di un’arma è necessario osservare, scrupolosamente, le prescrizioni del caso per non incorrere nel ritiro delle stesse e delle eventuali conseguenze penali». Nelle ultime settimane sono state così denunciate sette persone e sequestrate 97 armi tra pistole e fucili di vario calibro.
A giugno si è verificata la chiusura di un’armeria nel centro di Massa che operava con licenza non rinnovata, secondo la ricostruzione degli agenti. L’attività è scaturita dal controllo di un cittadino che aveva acquistato in quel negozio un fucile da caccia e che, a sua volta, aveva operato con titolo di porto d’armi scaduto. Pertanto, all’atto della denuncia dell’arma in questura, nei suoi confronti è scattato il sequestro, il ritiro del titolo oltre che il deferimento all’autorità giudiziaria per detenzione abusiva di arma. Analogamente, l’esercente dell’armeria che operava senza il rinnovo della licenza ha subito il sequestro dell’attività, comprese tutte le armi presenti, oltre 100, la sospensione della licenza, la chiusura del negozio con segnalazione delle violazioni penali del caso alla procura.
Sempre nel contesto dei controlli sulle armi sono stati deferiti all’autorità giudiziaria due professionisti massesi entrambi per la stessa violazione: ovvero per aver detenuto le proprie armi in luogo diverso da quello dove erano state denunciate e anche in questo caso le armi sono state sequestrate.
Sono state operate due perquisizioni poi per la ricerca di pistole; in una di queste operazioni sono state denunciate due persone, rispettivamente il primo per porto di oggetti atti a offendere e il secondo per detenzione abusiva di arma, in quanto deteneva una pistola senza averne titolo.
Altro caso emblematico è quello di un soggetto che, contrariamente a quanto poi accertato dall’ufficio, aveva fatto domanda per il rilascio del titolo di porto d’armi dichiarando, falsamente nella domanda di rilascio, di non aver mai fatto uso di sostanze stupefacenti. Gli accertamenti svolti successivamente hanno acclarato, invece, che il medesimo era incorso in una precedente denuncia per guida del proprio veicolo dopo aver fatto uso di oppiacei, circostanza per la quale era anche incorso in un sinistro stradale. Oltre al rigetto della domanda per il titolo di detenzione armi il richiedente è stato denunciato per le attestazioni mendaci di cui si è reso responsabile.
E aggiungono ancora dalla questura: «I controlli svolti sui requisiti soggettivi per detenere armi, eseguiti nel rispetto della normativa vigente e della revisione straordinaria disposta dal Ministero dell’Interno», hanno portato al ritiro di 46 armi e oltre mille munizioni. Diversi cittadini, inoltre, hanno conferito in questura armi o munizioni, lasciti o armi da rottamare per mancanza di interesse a detenerle.
«A conclusione di questo excursus riepilogativo delle più significative attività svolte dall’ufficio armi preme rammentare alla cittadinanza il rispetto degli oneri certificativi per la detenzione, il loro controllo nella validità e in caso di ogni dubbio di rivolgersi tempestivamente e senza indugio presso gli uffici competenti», concludono quindi dalla questura apuana.
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