Il Tirreno

Emergenza siccità

Invasi, a breve a daranno più acqua alle utenze

Gianluca Uberti
Un’immagine  dell’invaso di Groppoli, nel comune di Mulazzo
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Un’immagine dell’invaso di Groppoli, nel comune di Mulazzo

Nel 2022, in Lunigiana, è caduta un quarto della pioggia rispetto al maggio, al giugno e al luglio dello scorso anno

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LUNIGIANA. Nel 2022, in Lunigiana, è caduta un quarto della pioggia rispetto al maggio, al giugno e al luglio dello scorso anno. Un dato che deve fare riflettere le istituzioni e il mondo della politica, ma anche chi tira la fila dell’economia. Perché non è normale che, ad esempio, il livello idrometrico del torrente Aulella, alla stazione di Soliera di Fivizzano, fosse di 1, 31 nel maggio scorso, lo stesso livello che il torrente Aulella aveva fatto registrare nel luglio del 2021. Quindi, con due mesi di anticipo, il torrente Aulella, nel maggio 2022, aveva già la portata del luglio 2021. Numeri inquietanti, che sono stati forniti ieri mattina durante la conferenza stampa congiunta dell’Unione di Comuni Montana della Lunigiana e del Consorzio 1 Toscana Nord, svoltasi nella sede aullese dell’Unione di Comuni, alla presenza del presidente, Gianluigi Giannetti, per fare il punto sull’emergenza siccità in Lunigiana e per illustrare i progetti e gli interventi straordinari relativi agli invasi e alle reti irrigue.

Il grido di dolore degli agricoltori e degli allevatori lunigianesi, costretti a fare i conti con la mancanza d’acqua e coi prezzi in aumento, è rimbombato, metaforicamente, ieri mattina nella sede dell’Unione, soprattutto quando il presidente del Consorzio di bonifica, Ismaele Ridolfi, ha detto, senza tanti giri di parole, che «siamo vicini al punto in cui non potremo dare più acqua alle utenze, nel volgere di 15- 20 giorni se la situazione meteo non cambierà. Si accentuerà, quindi, il razionamento se non pioverà. Di conseguenza saremo costretti ad aumentare la turnazione», sono state le parole di Ridolfi.

E c’è una zona, in Lunigiana, che trema più di altre di fronte a questa prospettiva: quella del Fivizzanese, dove c’è il più alto numero di aziende agricole. Non a caso quella che sta vivendo le maggiori criticità in fatto di mancanza d’acqua. Si spera, naturalmente, che piova un po’ e in brevissimo tempo; ma quello che occorre sono le risorse economiche per intervenire sui quattro impianti lunigianesi che forniscono acqua per i campi: quelli di Fivizzano - Aulla, di Bagnone -Villafranca, di Groppoli di Mulazzo e di Caprio-Ponticello (che comprende quello della Piana). La cui portata è già insufficiente per quattro su cinque.

«Stiamo lavorando nell’immediato e in prospettiva per questo», ha proseguito Ridolfi, «e abbiamo quattro progetti per questi impianti. Gli importi sono considerevoli: si parla di una somma di 14 milioni e 196mila euro per ciascun impianto, e il 15 settembre li inseriremo in questo bando nazionale affinché siano finanziati. Abbiamo la fondata speranza di riuscire a ottenere queste risorse. Ci stiamo, comunque, attivando su più fonti di finanziamento e contiamo anche, attraverso la cabina di regia regionale, di accedere a un finanziamento di 400mila euro per risagomare l’invaso della Marana che alimenta una parte significativa dell’impianto irriguo di Bagnone-Villafranca, e rimuovere da esso i detriti che si sono depositati sul fondo nel corso del tempo».

In conclusione, però, va detto che sono mesi che non piove sul serio – senz’altro – ma che il problema degli impianti non sono, prevalentemente, le perdite: «Si tratta, soprattutto, di rotture», ammette Ridolfi, sottintendendo che – evidentemente – «c’è un problema di obsolescenza di questi». 


 

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