Il dolore
Tutti al fiume, strada bloccata
L’allarme dei residenti della montagna: non transitano i mezzi pubblici e le ambulanze. La proposta è istituire una navetta dalla città ai monti e contingentare gli accessi
MASSA. I cittadini dei paesi a monte del fiume sono come “sequestrati in casa”: file interminabili di auto per raggiungere l’acqua fresca; parcheggi selvaggi sul ciglio della strada che la rendono a senso unico e automobilisti costretti a due, tre chilometri di retromarcia, per permettere a chi scende si recarsi a valle.
Per non parlare delle discariche lasciate sulla riva e nei dintorni. Un far west che si ripresenta ogni estate e che, in questo 2022, secondo i residenti, sta toccando vette mai viste prima. I residenti di Resceto, Guadine, Casania, Gronda hanno scritto una lettera al prefetto e aspettano di essere ricevuti: «Se qualcuno di noi si sente male – spiega Simone Fialdini, residente a Resceto – o se dovesse scoppiare un incendio in un momento in cui c’è tutta quella folla al fiume, i mezzi di soccorso non riuscirebbero a passare. Via Alta Tambura in estate nei weekend diventa ad una sola corsia perché le auto sono parcheggiate ovunque. Si creano anche ingorghi perché l’afflusso di gente è continuo e se per caso uno di noi dovesse scendere a valle è costretto ad aspettare la retromarcia di 20, anche 30 veicoli che invece cercano di salire. E se dovesse arrivare una ambulanza in quel momento? L’altro giorno è rimasta bloccata anche un’auto della municipale che avevamo chiamato per moderare il traffico. Noi residenti dei paesi a monte del fiume siamo come segregati nelle nostre stesse case. Non possiamo uscire nei weekend fino alle sette di sera».
Per non parlare di quello che lasciano i cittadini, incivili, dopo che hanno fatto il bagno al fiume: «Sporcizia, bottiglie di plastica, vetro anche nell’acqua; resti di cibo; sacchetti di spazzatura – dice sempre Fialdini – Piazzano le griglie, i tavoli con le sedie. Il fiume è loro. Sabato hanno anche sradicato un guard rail per poter fare i tuffi. Siamo avviliti e preoccupati. Il Comune aveva ripulito la zona poco tempo fa, ma non è servito a nulla. Stiamo tornando ai tempi in cui al fiume avevano costruito capanne – racconta sempre Fialdini – e portato materassi e letti. Non c’è attenzione per le cose belle e per la nostra natura. Le regole imposte dal Comune non sono bastate». La proposta dei residenti è chiara: «Si faccia come nelle altre località di questo tipo: ingresso permesso solo ai residenti, come fosse una ztl e pulmino che da valle ti porti al fiume, ma fino ad un massimo di persone stabilito. È una questione di civiltà e di buon senso». l
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