Il Tirreno

L'inchiesta

Ris, altri indizi contro Bedini

M.B.
Ris, altri indizi contro Bedini

È arrivato il rapporto dei carabinieri del reparto investigazioni scientifiche: trovate tracce di sangue delle vittime nei reperti sequestrati al carrarese

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Massa-Carrara Il rapporto dei Ris (reparto investigazioni scientifiche) di Parma da ieri mattina, martedì 2 agosto, è sul tavolo degli investigatori e all’attenzione dell’avvocato difensore Rinaldo Reboa che, spiega, prima di parlare preferisce approfondire la lettura. Ma da quanto emerge, l’analisi avrebbe dato un responso che complica ancor di più, se possibile, la posizione del carrarese Daniele Bedini, 32 anni, accusato degli omicidi della prostiuta Nevila Pjetri e della transessuale Camilla (al secolo Carlo Bertolotti), in carcere anche per scontare un residuo di pena di una rapina a una sala slot di Fossola.

In sostanza, i Ris avrebbero trovate tracce di sangue delle due vittime nei reperti sequestrati a Bedini: sembra in particolare, che tracce ematiche della transessuale sarebbero sotto la suola della scarpa, e di entrambe le vittime su altri oggetti sequestrati. Quali, saranno meglio dettagliati in questi giorni. Il rapporto dei Ris non è l’ultimo tassello all’inchiesta, ma di certo è un elemento determinante per completare un quadro indiziario che per Bedini è davvero complicato.

I Ris, con le analisi di laboratorio, avevano prelevato nei giorni successivi ai delitti, avvenuti a inizio giugno, materiale nelle macchine della trans Camilla, di Nevila Pjetri e dello stesso Daniele Bedini.

Nella richiesta degli investigatori, era stato chiesto anche di trovare dei possibili collegamenti tra le varie tracce ematiche. Il responso sembra avvalorare quanto già raccolto attraverso i filmati delle telecamere che dal 4 al 6 giugno riprendono in vari momenti un pickup bianco, con lo stop destro non funzionante, come quello che appartiene a Bedini, che si muove tra il viale XXV Aprile, la zona degli omicidi e casa della famiglia Bedini. Immagini che riprendono il 32enne "disfarsi" di borse da donna, un piumino e una targa che, per gli inquirenti, sarebbe quella della macchina di Camilla. Entrambe le vittime, dagli esami autoptici sono state percosse e uccise con colpi di pistola alla testa, partiti da una calibro 22, ancora non trovata; calibro come quello della pistola del padre di Bedini di cui quest’ultimo aveva denunciato il furto.

Nel frattempo, Daniele Bedini si trova in carcere a Cuneo, dove è stato trasferito dopo il tentativo di evasione dalla casa di reclusione spezzina il 16 luglio scorso. A seguito del trasferimento, l’avvocato difensore ha annunciato un esposto e una lettera da indirizzare al ministro della giustizia Marta Cartabia. Aveva spiegato l’avvocato Reboa: «Il trasferimento è stato perfezionato senza nulla chiedere o avvertire i difensori. Si sarebbe reso necessario dopo quel tentativo risibile di evasione effettuato dal Bedini, quando ha legato due lenzuola al muro perimetrale della casa circondariale che però non ne hanno sostenuto il peso. Bedini è detenuto in via definitiva solo per un residuo pena di due anni e ancora soltanto indagato per gli omicidi. Tra l’altro ci sono ancora indagini difensive in corso, visite psichiatriche, analisi dei capelli».

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