Gioco
Parati e piri per spostare il blocco: Una festa la lizzatura a Resceto
17 tonnellate di marmo dalla cava del Pizzone: grande affluenza di pubblico
Massa. Dopo una pausa forzata di qualche anno, sotto il sole torrido, si è ieri la “Rievocazione della Pratica della Lizzatura del Marmo”, un evento tradizionale del territorio apuano, nel quale viene appunto mostrata la tecnica antica dei cavatori usata per il trasporto del marmo, che risale addirittura all’epoca dei romani. Grande l’affluenza di pubblico, complice l’organizzazione logistica con due bus navetta da nove posti che raccoglievano le persone parcheggiate lungo il percorso per portarle in piazza dell’Alpino a Resceto, in tre punti raccolta. Con partenza alle 17, su un ravaneto di una vecchia cava dismessa in località Fondo a fianco della via Vandelli, è iniziata la “discesa della carica” (di solito formata da uno o più blocchi sovrapposti), di oltre 17 tonnellate simile a quella delle prime lizzature del 1988-1991, di Bardiglio “cavato” dalla cava del Pizzone di fronte al paese, che possiede anche un valore “storico” per il luogo. Il percorso di una “normale lizzatura” è stato abbreviato, con la carica posizionata a metà, ma sono state mostrate tutte le operazioni di discesa della “slitta di marmo”, come con il cambio di funi (due persone a reggere e una a mollare), il passaggio dei parati (legni squadrati per la discesa) e il loro posizionamento davanti per far calare la carica verso il poggio caricatore (il punto d’arrivo della carica alla fine del percorso). La rinnovata Compagnia di lizza Vallata alla Tambura era composta da Umberto Bonini e Ottorino Fialdini in posizione anteriore, Filiberto Baldini, Paolo Baldini, Giorgio Baldini, Adriano Ricci, Raffaele Baldini, Mirko Giannaccini con il supporto di Michele Matelli e Matteo Tonante ai piri (le “zeppe” di legno). Al passaggio dei parati c’erano Riccardo Fialdini, Morris Fazzi, Daniele Gizzi e Guido Bertuccelli. L’evento è stato organizzato dall’associazione “Resceto Vive”, grazie al coordinamento di Nino Mignani, all’appoggio della Fondazione Vando D’Angiolo (nella persona della presidente, la vedova dell’imprenditore Paola Baronti), dell’assessorato alla cultura, del Parco delle Apuane e della Regione Toscana. Ringraziati anche la Fondazione Marmo Onlus, i F.lli Giorgini Marmi, la Mazzi David Escavazioni e la Cooperativa Fra Cavatori “Gioia”. Il materiale pubblicitario dell'iniziativa è stato realizzato da Daniele Terzoni, che ha reinterpretato un dettaglio di una stampa del 1810 di Saverio Salvioni, uno degli artisti a cui dobbiamo molto della trattazione del paesaggio massese. Durante la manifestazione è stato possibile acquistare la cartolina con francobollo e annullo postale di questa rievocazione. Dalle 19 in poi, è stato programmato un ritrovo in piazza della Chiesa a Resceto, dove i produttori locali hanno presentato le loro eccellenze eno-gastronomiche, tra stand e tavoli per la degustazione. Grazie alla Proloco di Massa Centro, alla Federazione delle Strade del Vino della Toscana e a Emozioni delle nostre terre di Stefano Panconi, hanno presentato le loro specialità i produttori Dario Fialdini di Resceto (pastore e produttore), l’Osteria e Bottega Pertini di Massa, l’Azienda Agraria Testarolando di Pontremoli, il Salumificio Nicodemi di Massa, la Rosella Resceto con i suoi tagliarini e fagioli, il Birrificio Artigiano Apuano di Massa, il Podere Scurtarola del Candia, il Panificio Drago Domenico di Massa e le donne di Resceto con i loro prodotti casalinghi e nostrani. La manifestazione si è conclusa con la premiazione delle tre classi del Liceo Palma. l
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