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Idrovora di Poveromo, Italia Nostra: «Se ne occupi la magistratura»

Idrovora di Poveromo, Italia Nostra: «Se ne occupi la magistratura»

L’associazione ambientalista ha scritto a Regione Toscana e ministero

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MASSA. La Regione ha deciso che non è necessaria la Valutazione di impatto ambientale per il progetto dell’idrovora del Poveromo e Italia Nostra, sezione di Massa-Montignoso, scrive a presidente della Regione Toscana, assessore regionale all’ambiente, al presidente del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, al sindaco di Massa, al ministro della Transizione ecologica per esprimere e motivare le ragioni della propria contrarietà. «Sapevamo che le documentatissime obiezioni e le contrarietà del Comune di Massa e dei cittadini che conoscono il territorio sarebbero state bellamente ignorate, spacciando come rimedio ad allagamenti che mai si sono verificati nel tratto in questione un progetto faraonico ed inutile che non interviene là dove a causa delle tombature e dell’insufficiente manutenzione c’è davvero un sia pur limitato rischio idraulico. Stranamente si interviene, invece, nel tratto a valle già verificato alle portate duecentennali, checché ne dica il Consorzio».

Italia Nostra dice forte e chiaro che non si fermerà qui: «È stata esclusa ogni possibile alternativa per limitare un fenomeno naturale quale l'insabbiamento della foce, e si è dato credito ad affermazioni, non corrispondenti a realtà, del Consorzio proponente che nega al di là di ogni evidenza la connessione tra canale Magliano e fosso Poveromo. Essendo lo studio idrologico-idraulico alla base della progettazione inattendibile è chiaro che verrà proposto il tutto all'attenzione di Autorità giudiziaria e Corte dei Conti».

Le argomentazioni della associazione ambientalista entrano nel dettaglio del progetto: «Stranamente, mentre ci si arrampica sugli specchi per giustificare il progetto proponendo (con quali soldi? ) di ricreare le dune, non si fa cenno alla possibilità di ricreare la lama retrodunale esistente fino agli anni '60 utilizzando come zona allagabile anche il bosco a sinistra del tratto in cui si vuol realizzare l'idrovora. Oltre allo spreco di soldi, soldi del ministero e quindi pubblici, si profila un altro spreco ancora più assurdo, visto che l'idrovora – per tenere bassi i livelli idrici – butterebbe in mare una risorsa preziosissima: l'acqua. È ovvio che il costo futuro di questa operazione contraria alle prescrizioni regionali e al buon senso, dovrebbe gravare come ulteriore tributo sulle spalle e sulle tasche dei cittadini». La nota conclude: «Avevamo già previsto che la Regione non avrebbe avuto il coraggio di bloccare il progetto ed è in avanzata fase di costituzione un Comitato costituito da associazioni e cittadini liberi da condizionamenti per iniziative legali e di mobilitazione atte non solo a bloccare l'insano progetto ma ad operare concretamente per il restauro naturalistico di tutto il Poveromo a vantaggio della sicurezza idraulica. Signor presidente, insistendo su questo progetto la Regione Toscana come Ente, e lei in particolare come presidente, si assume una grossa responsabilità».

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