La manifestazione
Convivere, sulla traccia delle “tracce”
Presentato il festival, il curatore lancia il Webfare, il welfare digitale
CARRARA. Torna a Carrara, dall'8 all'11 settembre, “Con-vivere”, il festival promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, tenuto a battesimo e diretto per quattordici edizioni da Remo Bodei. Dopo la sua scomparsa, a partire dal 2020 “Con-vivere” ha optato per una diversa strategia operativa avvalendosi della collaborazione di un consulente scientifico, scelto ogni anno sulla base del tema che fa da snodo e asse portante della manifestazione. Così se Chiara Saraceno ha curato l’edizione “diritti” e Telmo Pievani il programma 2021 dedicato a “cura”, l'ultimo capitolo, ruotante sulle “tracce” vedrà la supervisione di Maurizio Ferraris, ferma restando la direzione artistica di Emanuela Mazzi. Il tema individuato per questa 17ª puntata, che ancora una volta trasforma il centro storico di Carrara in un grande palcoscenico di occasioni e rivelazioni, è quanto mai affascinante e denso di sfumature.
«Che cosa significano le impronte di mani sulle pareti di una caverna?» si chiede Maurizio Ferraris, direttore di Scienza Nuova, l'istituto di studi avanzati dell'Università di Torino. «L’idea che tutto quello che non si capisce debba avere un significato religioso – prosegue Ferraris - ci suggerisce che abbiamo a che fare con i residui di un rito. Ma perché non immaginare una madre preistorica che dice ai figli “smettetela, non vedete che sporcate il muro!”. In entrambi i casi avremmo a che fare con delle tracce, volontarie». Insomma c'è di che allertarsi, se non allarmarsi, soprattutto oggi che varcata la soglia dell'analogico il digitale ha sconfitto ogni angolo di “dimenticanza”, un mondo nuovo dove tutto resta a galla, documentabile, registrabile, individuabile. «Di questo immenso capitale – ci ricorda Ferraris - hanno sinora tratto profitto le sole piattaforme commerciali, ma, poiché si tratta di un patrimonio dell’umanità (i big data tengono traccia delle nostre forme di vita, e di nient’altro), può e deve essere condiviso dalla umanità intera, nel quadro di un Webfare, di un Welfare digitale».
Raccontare le tracce antiche e moderne, comprenderne il valore, e soprattutto disegnarne il futuro, è quindi l’obiettivo di Con-Vivere 2002, che mette in campo oltre venti incontri, fra conferenze, dialoghi e dibattiti, sei spettacoli più una trentina di eventi collaterali, dai laboratori di cucina allo spazio destinato ai più piccoli, dalle mostre alle passeggiate a tema alla scoperta del territorio per finire con l'inevitabile contorno di esplorazioni gastronomiche a zonzo per i ristoranti cittadini. Con Maurizio Ferraris a “tratteggiare” queste panoramiche, dove si riflettono ingombranti eredità che guardano in avanti, saranno fra gli altri Telmo Pievani, Chiara Saraceno, Cristian Greco, Gabriel Zuchtriegel, Edoardo Camurri, Piergiorgio Odifreddi, Paolo Benanti, Antonella Viola, Roberto Esposito, Marco Aime, Gino Roncaglia, Francesco Erspamer della Harward University, Guido Saracco rettore del Politecnico di Torino, Fiorella Battaglia docente di filosofia presso l'università di Monaco. Impegnati a voltare le pagine di un futuro invadente popolato di algoritmi, sostenibilità, biopolitica, neoumanesimo, mappe, ermeneutica digitale e parole di uso comune come lavoro, Europa, Sud, innovazione, progettualità. Tutti gli appuntamenti in cartellone sono a ingresso libero. Per il programma completo si rimanda al sito www.con-vivere.it.
Alla presentazione erano presenti inoltre il presidente della Fondazione Cassa di Carrara Enrico Isoppi, il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo (in collegamento video), il consigliere regionale Giacomo Bugliani, l’assessore alla cultura del Comune di Carrara Gea Dazzi. Mazzeo ha sottolineato fra l’altro: «La pandemia ci ha allontanato e questa parola “traccia” che voi avete scelto come tema dell'iniziativa di quest'anno dà un segno forte. La traccia è il segno che qualcuno c'è stato, è il segno di una strada che abbiamo percorso, ma è anche il segno di dove vogliamo andare. La traccia è quello che siamo stati e quello che vorremmo essere».
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