Il Tirreno

«Tanti casi, ma pochi gravi. Ora tampone solo per i fragili»

di Gian Ugo Berti
«Tanti casi, ma pochi gravi. Ora tampone solo per i fragili»

La dottoressa Benedetti: fondamentale la quarta dose

4 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Torna a diffondersi rapidamente il coronavirus: il virus non solo è forte, ma anche molto furbo. «Muta rapidamente, diminuendo così l’efficacia dei vaccini, ma la quarta dose – spiega la dottoressa Francesca Benedetti, medico di famiglia – non è importante solo per chi abbia già ricevuto le prime tre, perché priorità assoluta è vaccinare tutti i soggetti che non abbiano ancora ricevuto né il ciclo di vaccinazione primaria, né la prima dose di richiamo (terza dose)». Sono quelle le persone più a rischio di sviluppare la malattia in forma severa.

Da oggi le quarte dosi saranno somministrate al vecchio ospedale dal lunedì al sabato dalle 8 alle 14 (prenotazione sul portale regionale).

Dottoressa Benedetti, per chi sceglierà di farla, questa sarà la quarta dose in un anno e mezzo. Abituati a farne uno soltanto come per il vaiolo o a scadenza annuale come per l’influenza, c’è chi si chiede se si crei un sovradosaggio e perchè la copertura sia di breve durata...

«A livello globale, negli ultimi mesi, con l’emergere della variante Omicron, la prevalenza dell’infezione confermata è aumentata notevolmente. Ha contribuito non solo l’evasione immunitaria da parte della variante, ma anche il fatto che la maggior parte degli adulti avesse ricevuto la terza dose da oltre 4 mesi. Sulla base di tali premesse, nel tentativo di affrontare le conseguenze della diffusione della variante Omicron e di ridurre il carico sul sistema sanitario stiamo procedendo alla somministrazione delle 4 dose per tutti gli over 60 e per i soggetti fragili di qualunque età. Il virus più che forte, è furbo, muta rapidamente e ciò fa diminuire l’efficacia dei vaccini che fortunatamente con una nuova somministrazione sono in grado di riportare la protezione contro la malattia grave ad alti livelli. L’approccio si è dimostrato finora efficace per evitare casi gravi e decessi, le schedule vaccinali sono sempre costituite da più dosi e per tanti vaccini sono previsti richiami periodici».

È prevista una dose per tutta la popolazione in autunno assieme all’antinfluenzale. I tempi di somministrazione scadevano di solito prima della fine dell’anno. Come si farà a vaccinare tutti gli italiani dalla fine dell’estate a Natale? In sostanza, quando toccherà all’ultimo della lista sarà già arrivata l’epidemia annuale?

«Molto probabilmente sarà indicata per tutta la popolazione una dose extra in autunno e sarà associata all’anti influenzale negli over 60 anni e fragili. Sarà una bella sfida per il sistema sanitario nazionale riuscire a vaccinare tante persone in poco tempo. Bisognerà unire le forze fra distretti sanitari e medici di famiglia e riuscire a vaccinare in breve. Il sistema è rodato perché anche nella primavera del 2021 con l’ hub a Marina di Carrara e l’ impegno dei medici di famiglia siamo riusciti a fare oltre 2.000 vaccini al giorno. Ricordo che da martedì 19 luglio ( leggi: oggi ndr) le quarte dosi saranno somministrate al vecchio ospedale di Massa dal lunedì al sabato dalle 8 alle 14, previa prenotazione sul portale https://prenotavaccino.sanita.toscana.it/.

Guardiamo al futuro: nel 2023 saremo al terzo anno di pandemia. Se a convivere con il Covid ci si sta forzatamente abituando, come vede la copertura vaccinica per l’anno prossimo?

«La copertura per il 2023 è impossibile da prevedere ora perché la battaglia al Covid è come una partita a scacchi: in base alle mosse (mutazioni) del virus noi faremo le nostre e vedremo se i vaccini fatti sono sufficienti o dovremmo fare delle dosi aggiuntive. Arrivati a questo punto in cui i contagi sono molti, ma le forme gravi sono poche, lascerei andare ed eviterei il continuo ricorrere ai tamponi. Ritorniamo a curare la clinica, il raffreddore, la febbre e le infezioni delle vie aeree. Non preoccupiamoci più se quel raffreddore è causato da un virus parainfluenzale o dal Covid».

In qualche nazione si preferirebbe lasciare andare il virus per la sua strada e creare l’immunità di gregge. Ma è meglio così o continuare a vaccinarsi?

«Alla fine se un raffreddore rimane, non cambia nulla. Invece può continuare ad aver senso proseguire a fare il tampone in anziani e fragili che sono quei pazienti nei quali si può prevedere un decorso della malattia più severo e quindi possiamo somministrare farmaci antivirali».

Come sta andando la campagna vaccinale nella sua zona?

«Nella mia zona la campagna vaccinale ha ripreso all’inizio con i soli over 80 ed andavamo un po’ a rilento. Ora che è stata aperta agli over 60 ha acquistato velocità. La fascia d’età 60-80 crede molto nel vaccino e desidera farlo perché si tratta in gran parte di persone attive che hanno molti contatti e quindi sono consapevoli di poter contrarre il virus, ma sanno anche di essere anziani e quindi vogliono giustamente proteggersi dalle forme gravi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web