Sicurezza
Marmo e proteste a Carrara: l’accordo sul contratto integrativo c’è da giorni, ma la firma non si vede
I sindacati fanno sapere che restano da definire soltanto aspetti tecnici sulla formazione
CARRARA. L’accordo sul contratto integrativo provinciale del lapideo c’è. Ormai da qualche giorno. La firma, però, in calce a quel contratto, ancora manca. E non perché – sottolineano Confindustria e sindacati – siano ancora aperti fronti di discussione, ma perché devono essere definiti aspetti tecnico procedurali. Aspetti che attengono, in particolare, alla formazione, con la possibilità che un ruolo importante nel percorso formativo lo svolgano le istituzioni.
Ieri, a conferma dell’accordo trovato e degli ultimi step prima della firma, un incontro alla presenza del prefetto Guido Aprea: sindacati e imprenditori intorno allo stesso tavolo. Occasione per ribadire un risultato raggiunto e non soltanto per il settore lapideo. Sì perché – nelle parole, a margine dell’incontro, di Lorenzo Sichei, responsabile Filca Cisl – se esiste una identità tra la città e il marmo, il tavolo in prefettura conferma un modus di condurre la trattativa sindacale: «L’incontro – spiega Sichei – è la garanzia, a livello territoriale, di una politica industriale che veda la collaborazione tra la parte datoriale e i lavoratori». Il valore dell’accordo nel lapideo, e i sindacati lo ribadiscono, va oltre l’importante strumento contrattuale e assume – per parafrasare le parole di Nicola Del Vecchio, segretario provinciale della Cgil – un valore politico: «Credo che questo accordo rappresenti una svolta, non solo per il territorio». E il riferimento è ai permessi speciali (32 ore al monte e 16 al piano) che si traducono, nel periodo compreso tra maggio e settembre, nella riduzione dell’orario lavorativo. «Siamo di fronte ad un contratto integrativo provinciale – rafforza Del Vecchio – che credo sia modello da esportare anche in altri settori. Lavorare meno a parità di salario, a garanzia della qualità della vita e del lavoro e della sicurezza». Un modello contrattuale da esportare, secondo i sindacati, e un modello di contrattazione che, dopo tensioni pur governate e mai deflagrate, vede le parti sedersi intorno al tavolo e confermare di aver raggiunto un risultato condiviso. «Un modello che – spiega Daniele Battistini, segretario generale Feneal Uil – ci auguriamo possa esser esteso ad altri settori». Un accordo, quello del lapideo, che si propone quindi come apripista sotto molti aspetti e che diventa occasione per una più ampia riflessione sulla sicurezza sul lavoro e sul contributo che la formazione dà a quella sicurezza. Durante l’incontro di ieri, infatti, il prefetto, proprio di fronte alla sinergia tra le parti, ha preannunciato l’intenzione di redigere un protocollo di intesa per l’istituzione di un osservatorio sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, da condividere con tutte le istituzionali, esteso anche agli altri settori e, in particolare, a quelli in cui il problema sicurezza ha una maggiore incidenza. Durante l’incontro il prefetto ha sottolineato come il percorso che ha portato all’accordo e che è stato seguito da vicino dalla Prefettura, si sia svolto nel «sostanziale rispetto delle regole democratiche, contemperando l’esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti (lo sciopero ndr) con il rispetto della pacifica convivenza sociale. Durante l’incontro è stata accertata «la sinergia tra tutte le parti interessate, le quali – scrive la Prefettura – hanno dato dimostrazione di aver condotto rilevanti e complesse trattative sindacali senza mai perdere di vista i parametri della legalità e del rispetto delle corrette relazioni sindacali».
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