Il Tirreno

Convive con 14enne, condannato

Manuela D’Angelo
Convive  con 14enne, condannato

Pena di due anni al ragazzo con il quale l’adolescente si era fidanzata quando lui era già 18enne. Assolti i genitori della ragazzina con formula piena

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MASSA. Ebbe rapporti sessuali con una ragazzina di 14 anni e, anche se fu provato che erano una “coppia” e che lei era consenziente, per la legge è stato reato. E l’uomo, che all’epoca dei fatti aveva 18 anni, è stato condannato a due anni di reclusione dal collegio del Tribunale di Massa, presieduto dal giudice Augusto Lama. Ieri mattina la sentenza che vede assolti, con formula piena perché “il fatto non costituisce reato”, i due genitori di lei (difesi dagli avvocati Barbara Volpi e Giammarco Rava) accusati di aver assecondato la relazione della minore e di aver quindi permesso quella che il codice definisce “violenza sessuale”. Dietro la sentenza che mette fine ad una vicenda drammatica e dolorosa, ci sono anni di vita vissuta nel degrado; violenze, povertà, desiderio di rivalsa, il tutto sotto la supervisione dei Servizi sociali che avevano iniziato a controllare la famiglia della ragazzina molto prima che andasse a vivere con il suo amore, un giovane che aveva già compiuto 18 anni quando lei ne aveva soltanto 14.

Nel corso del processo è emerso che la ragazzina, alla quale era stato anche diagnosticato un lieve disturbo cognitivo, viveva all’epoca con la madre e due fratellini in un’unica stanza con un unico letto, assieme ad altri zii e cugini. Quando conobbe il giovane e decisero di andare a vivere insieme a casa di lui, la 14enne aveva già avuto una relazione con un uomo che per questo finì a processo e fu condannato. Il suo nuovo amore era un giovane che nella vita aveva sofferto quanto lei, orfano, senza lavoro, e indigente. Si conoscono, si piacciono, poi decidono di andare a vivere insieme e la ragazza si porta dietro anche la madre e i due fratelli; il padre aiuterà la figlia nel trasloco di abiti e qualche oggetto personale. Ecco perché anche i genitori finirono a processo, non essendosi attenuti all’obbligo di tutela e di integrità della figlia e avendo permesso l’atto sessuale, stando sotto lo stesso tetto. Le assistenti sociali una mattinasi recarono in casa del ragazzo e trovarono la 14enne a letto, la madre di lei nella stanza accanto, e situazioni di promiscuità che fecero partire le indagini. La giovane finì in comunità protetta. Nel corso delle udienze preliminari si è svolto un importante incidente probatorio, durante il quale la ragazza non ha mai accusato l’uomo di nessun reato, e all’eta di 18 anni si è sottratta dalla costituzione di parte civile. Per la legge, però, il suo ex amore è colpevole del reato di “violenza sessuale”: il pm aveva chiesto 4 anni per il ragazzo e per i genitori. Il collegio ha stabilito che al giovane ne “bastano” due e che i genitori, invece, non hanno compiuto alcun reato.


 

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