Il Tirreno

La protesta

In oltre trecento sulle Apuane per la marcia degli ambientalisti

In oltre trecento sulle Apuane per la marcia degli ambientalisti

Una trentina le realtà ieri al corteo di Athamanta «contro la devastazione»

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Carrara Circa trecento persone, forse qualcosa di più, molte delle quali giovani e appartenenti alle oltre trenta realtà ecologiste del territorio che avevano annunciato l’adesione alla “Marcia contro la devastazione” organizzata da Athamanta ieri pomeriggio nell’ambito della seconda edizione di “Carsica-quattro giorni di socialità e cura sulla Alpi Apuane” con ritrovo a Foce di Pianza. Obiettivo della marcia, spiegavano gli organizzatori, quello di «manifestare una esplicita opposizione al sistema di sfruttamento in atto sul territorio». «Come realtà impegnate nella tutela dell’ambiente e della comunità di cui siamo parte, non possiamo che denunciare l’impatto enorme e irreversibile dello sfruttamento minerario delle Alpi Apuane e gli effetti più devastanti che ciò determina sommandosi alla gravissima crisi ecologica che coinvolge l’intero pianeta».

I partecipanti, con gessi edibili, hanno inoltre disegnato dei fiorellini sulle pareti di cava all’interno del corteo ai piedi del monte Sagro. «Consapevoli degli effetti della crisi climatica, sentiamo l’obbligo di opporci alla distruzione delle biodiversità e del sistema carsico delle Apuane. Sia per il loro valore intrinseco, sia perché la biodiversità è l’unica àncora di salvezza per la mitigazione dei cambiamenti climatici in corso e perché il sistema carsico è riserva preziosa d’acqua per l’intera Toscana e per parte del centro-nord del nostro paese, oggi alle soglie di una grave siccità che minaccia di peggiorare negli anni». E aggiungevano nel loro manifesto: «Rifiutiamo le accuse di chi contrappone le istanze ecologiste a quelle del diritto al lavoro. I dati del settore lapideo mostrano da decenni un inarrestabile calo occupazionale a fronte di un vertiginoso aumento dei profitti per pochi. Sosteniamo semmai le lotte dei lavoratori del lapideo per la diminuzione dell’orario di lavoro a parità di salario, strumento fondamentale per la svolta ecologista nel sistema produttivo industriale, purché non si trasformi in aumento dei turni di lavoro e purché sia associato alla riduzione delle quantità escavabili». E concludevano: «Siamo uniti contro ogni forma di regolamentazione che non persegua una giusta e vera transizione verso un sistema produttivo ecologico, che ponga come priorità la tutela della vita e degli ecosistemi».

Le realtà aderenti: Athamanta; Fridays for Future Carrara e Massa; Casa Rossa Occupata; Adic Toscana; Apuane Libere; Comitato Le Voci Degli Alberi; Amici della Terra Versilia; Cipit-Seravezza; Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG); In 500 sulla battigia; Comitato Custodi della Ceragiola; Circolo Arci Chico e Marielle; Legambiente Carrara; Circolo Arci Trentuno Settembre; Comitato per la chiusura della discarica di ex cava fornace; Comitato Acqua alla gola; Circolo Culturale Anarchico “Gogliardo Fiaschi”; Blanca Teatro; La Gora Production; Ecovillaggio Ca' dei Dodo; Unione Sindacale di Base-Massa; circolo Arci Ponte di Ferro; Cai sezione di Massa; Commissione Tutela Ambiente Montano; Cai Regione Toscana; Commissione Tutela Ambiente Montano Commissione Tutela Ambiente Montano Cai sez. Carrara; Arci Massa Carrara. l

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