Lutto
Il ritorno delle sagre e delle feste ma c’è qualche timore del virus
Si sono già svolte con successo le iniziative della Sardegna e dell’Argentina, oltre alla sagra di Canevara. A breve decollano Forno e San Pio X
MASSA. Fino ad un paio di mesi fa tutte le organizzazioni delle varie feste e sagre cittadine avevano iniziato a riorganizzarsi per ripartire con rinnovate ambizioni alla luce della quasi scomparsa del virus e comunque al grande lavoro fatto con i vaccini. Qualche festa nel frattempo è già passata, ma per il resto, pur continuando a preparare comincia a serpeggiare il timore legato al covid.
Così per esempio ad inizio giugno è riuscita benissimo la “Festa della Sardegna” a base di tutti prodotti tipici sardi organizzata al parco di Ricortola nello spazio gestito dalla associazione Cerbaja. Una sagra nuova organizzata dal gruppo sardo che è riuscita benissimo e con successo tanto dal fare il tutto esaurito sempre nei giorni dal 3 al 5 giugno. Nello stesso parco questa volta è stata organizzata la Festa Argentina, tutta a base di grigliate, le classiche che sanno fare gli argentini anche grazie alla loro qualità di carne oltre che abilità. Questa festa è stata organizzata dal 7 al 10 luglio, cioè fino a ieri. Spettacolare la distesa delle carni sui bracieri ed il profumo che inondava tutta la zona. Poi le altre sagre in fase di organizzazione. Quella della Cozza, anche questa storica dove la cozza è al centro fra fritture, grigliate, ravioli di pesce e altro, che si farà dal 6 al 15 agosto.
«Questa volta abbiamo deciso di organizzarla al parco della ex Colonia Comasca per una questione logistica – ci hanno detto gli organizzatori – e sarà sempre a base dei soliti prodotti con un piccolo ridimensionamento causato dai due anni di stop dovuti al covid, per il futuro vedremo».
Anche la Sagra di Canevara è finita ieri sera. «A fatica siamo riusciti a ripartire – ci ha detto don Ernesto Zucchini che ha anche la parrocchia di Forno - e devo dire che è andata bene. Molto richieste le nostre specialità (per Canevara) che sono lo Stinco alla Santese, cioè con tutte le erbe tipiche della nostra località del Santo e che non si trovano in altre parti, completate da ravioli e dall'altra nostra specialità, il baccalà». E per la Sagra di Forno? «Questa sagra, che facciamo da 27 anni, sarà un po' in forma ridotta per problemi legati al covid – continua don Zucchini – però non mancheranno le nostre specialità storiche, tordelli e capra con polenta. Anche qui riprendiamo dopo 2 anni di fermata per il virus sperando che questo nuovo rialzo dei contagi non crei altri problemi. A Forno faremo la sagra dal 15 al 24 luglio». Poi la Sagra del Neccio ad Antona. «Siamo in piena attività – ci dicono gli organizzatori da Paolo Zollini al presidente del circolo Stefano Tenerini - ma abbiamo il timore per il continuo rialzo dei contagi. Speriamo di farla, la nostra è una sagra molti tipica, di prodotti che hanno salvato la nostra popolazione, parliamo di prodotti del castagno, della farina con la quale faremo tutto, dai castagnacci alle frittelle, dalla polenta ai taglierini, insomma proprio tutto». C'è poi quella pure storica della Madonna degli Oliveti. «Con grande timore la nostra festa è in programma il 5 , 6, e 7 agosto – dice Emilia del Museo Etnografico locale - speriamo che a quel giorno la situazione non sia peggiorata». Altra sagra storica quella di San Pio X che, festeggia anche il sessantesimo anno, viene svolta presso la stessa chiesa a ridosso dello storico campo sportivo Dina Delle Piane. Qui la festa sarà fatta nei tre giorni del 15-16 e 17 luglio.
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