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«San Ceccardo? Mai esistito» bufera sullo storico Di Pierro

San Ceccardo è patrono di tutto il comune di Carrra
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San Ceccardo è patrono di tutto il comune di Carrra

Un post scatena la reazione della parrocchia del Duomo

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CARRARA. «San Ceccardo non è mai esistito»: così sui social lo storico Pietro Di Pierro. Un’affermazione fuori contesto, a commento di un post di Renato De Rosa che sempre sui social aveva scritto, sotto la foto di una scultura: «Questa è la statua che la città di Amalfi ha dedicato al suo concittadino Flavio Gioia, nato tra il 1250 e il 1300, inventore della bussola. Flavio Gioia non è mai esistito». È qui che interviene di Pierro e chiosa: «Anche San Ceccardo non è mai esistito. Eppure è patrono di Carrara (anzi,forse proprio per questo)». Una frase tranchant, che scatena la reazione della Parrocchia del Duomo di Sant'Andrea: «Di fronte ad affermazioni del genere, che risultano quanto meno offensive per la comunità cattolica, soprattutto per il fatto che provengono da soggetti che si ritengono seri studiosi della storia locale, è necessario prendere le dovute distanze. Affermare che San Ceccardo, Vescovo di Luni e Martire per la fede, non sia mai esistito è fortemente lesivo dei valori e delle radici cristiane locali che dovrebbero invece essere sostenute, tramandate, alimentate maggiormente da chi si professa cattolico». Come uscirne? Lo stesso Di Pierro spiega: «Preciso la frase con cui traccio un parallelo tra Flavio Gioia e San Ceccardo che, decontestualizzata, ha prodotto un certo clamore. Intendevo dire che, come la figura di Flavio Gioia è stata definita da fonti posteriori, anche quella di San Ceccardo, dal punto di vista storiografico è stata definita da fonti successive di alcuni secoli dalla vita del protagonista, con la venerazione del corpo che la devozione attribuisce al santo e della sorgente. La data stessa veniva posta da alcuni in epoca longobarda (la data sull'urna in Duomo) e, successivamente, è stata collegata all'assalto a Luni di Hasting il danese nel nono secolo (quindi da stabilire se martirizzato a Luni o a Carrara). Unica traccia un certo Sicherad chierico a Luni firmatario di una lettera nel nono secolo, ma non è certo che sia quello diventato vescovo, tra l'altro un nome molto comune nelle famiglie di origine longobarda (ci fu anche un vescovo di Lucca con questo nome). C'è chi fa notare che anche la leggenda di San Terenzo ha molti punti in contatto (uccisione sulle rive del fiume Avenza), per cui le due figure nella leggenda potrebbero avere un'origine comune (anche qui non è certo se fosse il vescovo Terenzio o un presule "scoto" di passaggio poiché anche qui la fonte è una cronaca del XIV secolo). In definitiva la leggenda non va confusa con la storia che, come tale, è soggetta a continue scoperte e revisioni conseguenti (e si spera anche in questo caso). Naturalmente la Fede prescinde dall'una e dall'altra»

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