La manifestazione
Ruba i gioielli, colf condannata
Decisive le telecamere del nipote della proprietaria di casa
MASSA. I sospetti sono iniziati nel 2019, quando la donna, un’anziana massese, ha cominciato a notare l’assenza di alcuni gioielli dai cassetti, dalle borse, in casa sua. La svolta, come vedremo, è arrivata grazie a un’intuizione, ma anche attraverso l’utilizzo della tecnologia con l’aiuto del nipote.
“Nel mirino” dell’anziana, per quei gioielli spariti, era difatti finita la nuova colf: d’altronde, aveva pensato la donna, le “mancanze” cominciavano a essere diffuse e non si sarebbe più potuto trattare di una semplice coincidenza, o di una dimenticanza di troppo. Inizia così una vicenda giudiziaria che ieri è arrivata alla sentenza di primo grado, di fronte alla giudice Valentina Prudente, con una condanna di un anno e due mesi per una colf apuana per furto aggravato.
Riavvolgendo il nastro della storia, arrivata nel tribunale di Massa ieri mattina per la sentenza, tutto parte, come detto, dall’anziana e da una sua intuizione. I sospetti non bastano: la proprietaria di casa è quasi certa che sia lei, quella donna che eppure aveva anche aiutato economicamente perché in difficoltà, a portare via i gioielli, a rovistare nelle borse. Da lì, dopo vari mesi, l’idea da detective. Chiama così il nipote e chiede di comprare online delle piccole telecamere da posizionare in casa, nascoste in “luoghi” dell’abitazione strategici; punti non visibili, certo, ma con l’occhio elettronico pronto a riprendere tutti i vari movimenti di fronte. E proprio lì i filmati prodotti dalle telecamere avrebbero “beccato” la donna, la colf, rovistare tra i vari cassetti in casa, ma anche nelle borse; un aspetto, quest’ultimo, inoltre che sarebbe emerso in aula anche ieri di fronte alla giudice del tribunale di massese.
Insomma, l’idea delle telecamere avuta dall’anziana proprietaria di casa di Massa, con l’aiuto del nipote, si sarebbe così rivelata decisiva. La colf, apuana, è stata in primo grado condannata per furto aggravato a un anno e due mesi; la difesa ha fatto sapere che ricorrerà in appello.
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