Il Tirreno

L'intervista

«Dieci positivi al Covid al Noa, ma nessuno ha sintomi gravi»

Luca Barbieri
Un vaccino
◗
Un vaccino

Il punto del direttore Biselli: «Ecco gli scenari per l’estate»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA-CARRARA. Cambia il paradigma, cambiano le chiavi di lettura, però c’è un refrain che circola e che ribadisce direttamente il direttore dell’ospedale delle Apuane Giuliano Biselli su quella che per mesi è stata definita l’emergenza Coronavirus, quella pandemia che ha stravolto la quotidianità dal 2020: mascherine, distanziamento, numeri, reparti da ridisegnare. «Non bisogna abbassare la guardia, è normale – soprattutto dopo un periodo così teso – godersi l’estate, acquisire, riprendersi, quella socialità che fa parte dell’essere umano e che è mancata a tutti. È assolutamente comprensibile. Bene, però con qualche accortezza: perché più sono i casi, più il virus circola e può mutare». È questa l’equazione da tenere a mente che spiega Biselli. Il bollettino regionale segna un più 171 casi di positività all’ombra delle Apuane nelle ultime ventiquattrore (e c’è pure un decesso, un ottantunenne carrarese, risultato positivo al Covid-19, ma deceduto per altre patologie). E se da un lato c’è l’equazione dall’altro c’è il paradigma che cambia. «Attualmente abbiamo circa dieci pazienti all’interno dell’ospedale positivi al Covid-19, nelle cosiddette “bolle”; zero in terapia intensiva». Questi i numeri che, certo, spesso hanno la testa dura come si dice, ma bisogna saperli leggere. E lo fa notare direttamente il direttore del presidio ospedaliero apuano: «Prima osservazione: è cessato il reparto Covid, come da ultima delibera regionale. Si ragiona a “bolle”: ogni paziente positivo al tampone d’ingresso viene isolato in una “bolla” all’interno del reparto per il quale viene ricoverato. Mi spiego meglio: mi rompo una gamba, arrivo all’ospedale e risulto positivo al tampone, ebbene finirò nella “bolla” a ortopedia». E sottolinea: «Ultimamente i positivi non sono persone che presentano la sintomatologia da Covid-19, si ricoverano per altri motivi e scoprono di essere positivi. Un passo in avanti importante, grazie ai vaccini». Il concetto si può estendere, conferma il direttore, anche ai numeri delle terapie intensive e ai decessi. «Sì, si accede alla terapia intensiva per altre patologie e il tampone registra la positività».

Cosa c’è da attendersi, domanda d’obbligo. «Al momento, visto l’aumento generalizzato dei casi, ci si aspetta un aumento anche tra i pazienti. D’altronde con le misure di prevenzione praticamente ormai decadute (leggi mascherine, ndr), diventa inevitabile. Però in questo momento non esiste un problema Covid come nei mesi precedenti. Intendo, non esistono complicazioni dal punto di vista dei sintomi, della malattia, parlerei piuttosto di “positivizzazione” e non di malattia. Esiste il nodo della gestione delle bolle semmai con l’aumento dei casi di positività». Ora l’estate: «Non è in che in estate cessa magicamente di esistere. Lo dimostrano alcuni paesi europei. Certo, un virus di questo tipo in estate ha una curva decrescente viste le modalità di svolgimento della vita quotidiana spesso all’aperto. Quali gli scenari futuri? Godiamoci l’estate, però manteniamo la guardia alta, con gli ospedali sempre più flessibili alle esigenze, attenti ai primi segnali d’aumento per intervenire nel momento giusto. Mi auguro sempre di assistere a delle “positivizzazioni” e di arrivare a uno stadio per cui un giorno non servirà più neppure il tampone d’ingresso», chiosa.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca