Gioco
Vandali nel park di Sant’Ilario: sette estintori svuotati nella notte
Danni anche alle auto in sosta, parcheggio chiuso dalla polizia municipale
Pontremoli Gli automobilisti che ieri mattina, giovedì 23 giugno, sono andati a prendere le proprie auto, come ogni giorno, nel parcheggio coperto di Sant’Ilario a Pontremoli non credevano ai propri occhi: per terra e sulle auto sembrava avesse nevicato. Nevicato schiuma da estintore, per la precisione. Quegli estintori – ben sette – che un gruppo di ragazzini, entrato nottetempo nel parcheggio del Comune, ha svuotato lungo tutta l’area di sosta, senza risparmiare le auto parcheggiate in un posto ritenuto sicuro.
Una azione vandalica vera e propria e non una “bravata”, visto che l’azione del gruppo di giovanissimi ha provocato danni per migliaia di euro. A partire dalla spesa per ripulire il parcheggio, a quella per riacquistare gli estintori svuotati, ai danni alle auto che qualcuno dovrà rifondere. Le autorità stanno vagliando le immagini delle telecamere per identificare gli autori del gesto, alle cui famiglie arriveranno poi richieste di danni molto pesanti dal punto di vista economico.
Pontremoli, che in Lunigiana è ormai il comune più “vivace” da punto di vista della movida che attira giovani anche dagli altri comuni lunigianesi e non solo, è alla prese – ormai da mesi – con uno o più gruppi di minorenni che – notte dopo notte – vandalizzano tutto quello che si trovano davanti nelle loro scorribande più o meno innaffiate di alcol.
Per intervenire sul fenomeno, ormai evidente dopo alcune scorribande eclatanti delle scorse settimane, il sindaco di Pontremoli, Jacopo Ferri, ha emanato una ordinanza in cui si fa divieto di bere alcolici in strada o negli spazi verdi pubblici del comune. L’ordinanza prevede sanzioni e fa obbligo i titolari delle attività commerciali di informare la clientela dei divieti entrati in vigore.
Non è da escludere che l’azione vandalica messa in atto al parcheggio coperto possa essere proprio la risposta all’ordinanza entrata in vigore. Se così fosse, non è difficile immaginare un’estate “calda” non solo sul fronte atmosferico, ma su quello della contrapposizione tra giovanissimi e città.
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