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cronaca

Sanac al tavolo del governo

Nei prossimi giorni la data ufficiale del primo incontro al Mise. Ma se non arrivano i 32 milioni da Acciaierie, si rischia lo stop


23 giugno 2022 Manuela D’Angelo


MASSA. Il Governo ha aperto ufficialmente un tavolo di crisi per la vertenza Sanac, a seguito dell’abbandono di Acciaierie d’Italia nella partita per l’acquisizione della società e visti i 32 milioni di euro che mancano nelle casse dell’azienda mettendo a rischio il prosieguo della produttività. La presidente della commissione Attività produttive alla Camera Martina Nardi ha convocato ieri il primo ciclo di audizioni sulla vertenza Sanac, che dovrebbero seguire e accompagnare la società verso l’acquisizione. Una acquisizione che passa però attraverso acque agitate, visto che il più grande pericolo che Sanac corre è quello di ritrovarsi a settembre senza liquidità, quindi impossibilitata a proseguire l’attività. Ieri pomeriggio l’onorevole Nardi ha riunito le sigle sindacali nazionali Cgil, Cisl e Uil, i tre commissari straordinari di Sanac Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba; Anita Pili, assessore dell’Industria della Regione Sardegna (Sanac ha uno stabilimento anche lì); presidente della Provincia apuana Gianni Lorenzetti e Francesco Persiani, sindaco di Massa. Le istituzioni locali hanno ribadito vicinanza agli operai e si sono messe a disposizione della vertenza, per quel che sono le proprie competenze e poteri. All’incontro la Nardi avrebbe voluto anche il ministro dello Sviluppo economico Giacarlo Giorgetti, che ha “inviato” invece la sua vice Alessandra Todde. «Senza nulla togliere alla sua presenza – ha detto la deputata Pd – quella del ministro sarebbe stata opportuna, visto che nella vicenda Sanac ne va della credibilità dello Stato, e anche perché i parlamentari che si stanno occupando della vertenza avevano chiesto al ministro un incontro disatteso da tempo». Le novità, rispetto a qualche giorno fa, sono poche: il commissario Carruba ha ribadito che la situazione debitoria è elevata e che Acciaierie deve a Sanac 32milioni di fatture non pagate e scadute: «Anche se l’azienda è in pareggio – continua Carruba – abbiamo registrato un netto calo della produttività negli ultimi mesi; la riduzione delle commesse ci ha fatto passare da un fatturato di 5 milioni al mese a 1 milione». Carruba conferma che senza liquidità gli stabilimenti avranno difficoltà a rimanere produttivi a settembre. Rassicurazioni, invece, dai commissari sull’offerta di Dalmia, multinazionale indiana, unica in gara per l’acquisizione: «L’offerta è buona – dice Carruba – la proposta ha un piano industriale sostenibile e va nel senso della continuità produttiva e occupazionale, prospettando anche una implementazione. Tutti i requisiti nel bando sono rispettati. Stiamo valutando la negoziazione nel dettaglio». La viceministra Todde ha comunicato l’apertura di un tavolo di crisi su Sanac, di cui si fisserà la prima data nei prossimi giorni.

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