Il dolore
Processo Apuafarma a luglio la sentenza dell’ultima tranche
i Manuela D’Angelo
Carrara Dopo quattro anni di udienze, un patteggiamento, una sentenza della corte dei conti e tre pm avvicendatisi al caso, il processo Apuafarma vedrà la fine il prossimo 25 luglio, quando il collegio presieduto dal giudice Augusto Lama pronuncerà la sentenza di primo grado, nei confronti di Sabrina Mariani, la dipendente della partecipata del Comune di Carrara, imputata per il reato di peculato. Infatti, dopo la condanna, nel dicembre del 2019, a due anni e cinque mesi di Giovanni Biagioni, l'altro dipendente finito sotto accusa per gli ammanchi ad Apuafarma di oltre 400mila euro, l’unica imputata rimasta nel processo è Sabrina Mariani, anch’essa addetta ai servizi cimiteriali, difesa dall’avvocato Claudia Volpi, del Foro di Massa, sempre proclamatasi innocente, a cui veniva contestata una cifra molto inferiore, circa 10mila euro, rispetto a quella totale sottratta alle casse pubbliche, ma comunque licenziata da Apuafarma e adesso in attesa della decisione dei giudici. Ieri mattina l'udienza è stata rinviata per l'assenza dell'ultimo teste della difesa, il collega della Mariani Giovanni Biagioni che, citato più volte dall'avvocato Volpi, inspiegabilmente manca all'appello. L'avvocato non ha voluto rinunciare al teste, che ricordiamo ha patteggiato la sua pena nel medesimo processo, e così il giudice ha disposto l'accompagnamento in Tribunale per il prossimo 25 luglio.
Fu una di quelle vicende che lasciò scossa la comunità carrarese, fin dalle prime indagini avvenute nel 2015, a seguito della denuncia dell’allora presidente di Apuafarma, Fabrizio Volpi, che scoprì un ammanco di circa 400mila euro. Un primo step del caso vide la procura contabile condannare Giovanni Biagioni e Francesco Buffoni, rispettivamente ex addetto ai servizi cimiteriali ed ex direttore generale di Apuafarma a “restituire” il primo 403mila euro, il secondo 250mila per mancato controllo. Per la Corte dei Conti, insomma, Biagioni si appropriò materialmente del denaro, Buffoni, invece, fu colpevole di mancata vigilanza. Ieri mattina ha testimoniato anche una collega di Sabrina Mariani, sostenendo che “Sabrina si occupava della gestione amministrativa di fatture e dipendenti; solo quando mancava Biagioni lo sostituiva al piano terra”. l
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