Attenzione
Bedini rimane in silenzio
Nel secondo interrogatorio di garanzia, l’artigiano non risponde proprio come fatto nel primo, quello per la morte di Nevila
MASSA CARRARA. Dal carcere spezzino Daniele Bedini sceglie ancora il silenzio, durante il suo interrogatorio di garanzia per rispondere della morte di Camilla, all’anagrafe Carlo Bertolotti, assassinata con due colpi di pistola nella notte tra il 5 e il 6 giugno scorsi. Bedini, 32 anni, carrarese, si è avvalso della facoltà di non rispondere, come aveva fatto anche durante il primo interrogatorio di garanzia, quello per la morte di Nevila Pjetri. «Non chiederemo istanza di riesame – ha aggiunto il legale di Bedini, Rinaldo Reboa, che lo difende assieme alla collega Costanza Bianchini – soltanto perché sarebbe inutile, visto che Bedini comunque dovrà rimanere in carcere per scontare una condanna per rapina (quella alla sala slot di Fossola del 2019, ndr)».
Bedini, dunque, si è avvalso della facoltà di non rispondere anche nell’interrogatorio di garanzia – avvenuto in collegamento da remoto tra il giudice delle indagini preliminari Fabrizio Garofalo, il carcere di la Spezia e i due avvocati della difesa – relativo all’omicidio della transessuale Camilla, 43 anni, fatto risalire 24 ore dopo l’uccisione, con tre colpi di pistola, di Nevila Pjetri, 35 anni, anche lei – secondo gli inquirenti – nel mondo della prostituzione come Camilla. Bedini, al momento, rimane l’unico sospettato di entrambi gli omicidi, ma ieri non ha voluto rispondere alle domande del gip, per chiarire la sua posizione. Rimangono al vaglio degli inquirenti i filmati delle telecamere cittadine che dal 4 al 6 giugno riprendono in vari momenti un pick up bianco, con lo stop destro non funzionante, come quello che apparterebbe a Bedini, che si muove tra il viale XXV Aprile, la zona degli omicidi e casa della famiglia Bedini; immagini, come per esempio quelle dell’alba di lunedì 6, che riprendono il 32enne “disfarsi” di tre borse da donna, un piumino e una targa che, per gli inquirenti, sarebbe quella della macchina di Camilla. Ma anche quei filmati che riportano anche il suono di colpi di pistola sparati davanti a uno stabilimento balneare: per gli inquirenti il luogo del delitto nel caso di Nevila. Entrambe le vittime, dagli esami del medico legale Susanna Gamba, sono state percosse e uccise con colpi di pistola alla testa, partiti da una calibro 22, ancora non trovata; calibro come quella pistola del padre di Bedini di cui quest’ultimo sabato 4 ne aveva denunciato il furto.
Da chiarire il movente: forse Nevila Pjetri potrebbe essere stata uccisa durante una rapina “andata male”. Gli inquirenti vagliano tutte le piste, anche quella che Camilla sia stata uccisa perché testimone scomoda del primo omicidio. l
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