Sicurezza
Giovani e alcol: l’appello dell’Ordine dei medici
Il presidente Carlo Manfredi: servono strategie e percorsi
MASSA. L’Ordine di Medici è sempre stato ed è a fianco delle istituzioni sanitarie per affrontare il percorso di sostegno verso i giovani con problemi d’alcolismo acuto. È quanto sostiene il presidente dell’Ordine dei Medici, Chirurghi ed Odontoiatri di Massa, Carlo Manfredi.
«C’è bisogno di molta informazione e di educazione che faccia scattare la molla della consapevolezza e della voglia d’essere gli artefici del proprio destino e di non lasciarsi dominare e soggiogare dall’alcol – spiega – Occasioni di formazione e di educazione per i giovani e le loro famiglie, questi sono i programmi che, in collaborazione con i servizi delle dipendenze metteremo in campo, riprendendo un progetto formativo già sperimentato con un certo successo nel passato».
«Bere fino ad aumentare la disinibizione e l’euforia – precisa – espone il cervello ancora in fase di evoluzione dell’adolescente a seri pericoli per la salute. Ogni episodio è accompagnato da un’infiammazione del cervello che può durare fino a 10 mesi ed interferisce fino a bloccare i processi di connessione fra le aree del cervello».
«Se lo sballo viene replicato prima, l’infiammazione tenderà a diventare cronica – aggiunge – Lo sviluppo e l’ampliamento delle connessioni cerebrali sono fondamentali per una crescita delle funzioni cognitive ed affettive, ma anche per quelle psico – motorie. Le interferenze sulla traiettoria maturativa del cervello lasciano tracce fisiche e psichiche difficili da risanare, perché il danno può diventare permanente».
E il presidente dell’Ordine dei medici di Massa aggiunge un’altra e importante considerazione.
«Più complessa e delicata – sono sue parole – è la situazione in cui, l’incontro con l’alcol avviene in presenza di problemi psicologici che esistevano prima nel giovane. In questi casi, la sostanza potrebbe dare la sensazione d’aver trovato un rimedio alle tribolazioni. Purtroppo, altri problemi s’aggiungeranno e peggioreranno quelli che già affliggono la persona».
Ci sono poi alcune situazioni particolari, secondo Manfredi da tenere ben presenti e non sottovalutare.
«La prima assunzione di alcol ed il contesto sociale ed emotivo all’interno del quale si realizza, l’incoraggiamento degli amici, il desiderio d’essere o comportarsi come gli altri, il rinforzo del senso di appartenenza al gruppo, lasciano delle tracce indelebili nel cervello – sottolinea ancora Manfredi – che riemergeranno in situazioni associate all’uso di alcol e ne promuoveranno l’uso compulsivo».
«Quando il giovane percepirà la voglia d’assumere di nuovo alcol per sballare – conclude quindi Manfredi – sarà sopraffatto e proseguirà nel suo comportamento deleterio».
«Ma quello è il momento in cui deve cercare di fermarsi per capire in che labirinto si è cacciato – mette ancora in evidenza il presidente dell’Ordine dei medici – Dobbiamo offrire occasioni e contesti adatti per riflettere, approfondire e per capire come fare a riprendere il proprio percorso di sviluppo camminando con le proprie gambe».
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