Il Tirreno

Acqua, restrizioni in arrivo anche a Tresana e Fivizzano

Donatella Francesconi
Acqua, restrizioni in arrivo anche a Tresana e Fivizzano

Scatta il divieto di utilizzo per scopi diversi da quelli igienico e sanitari. Ordinanze dei sindaci per fronteggiare il problema della siccità

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TRESANA. Divieto “assoluto”, su tutto il territorio del comune di Tresana di “utilizzare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti urbani e rurali per scopi diversi da quelli igienico-domestici”.

Una ordinanza simile a quella già adottata dalle amministrazioni di Casola e Licciana Nardi, ma con una durata temporale più lunga rispetto alle altre che scadono rispettivamente il 15 e il 31 agosto.

L’ordinanza firmata dal sindaco Matteo Mastrini, che ha anche la delega alla Protezione civile per l’Unione dei Comuni, rimarrà in vigore – infatti – fino al 22 settembre, “salvo eventuali proroghe”. Chiunque la violi sarà passibile di sanzioni che vanno da 100 a 500 euro.

Gianluigi Giannetti, sindaco di Fivizzano e presidente dell’Unione dei Comuni, oggi firmerà una ordinanza analoga per Fivizzano.

«Per la Lunigiana ci saranno problemi», spiega il primo cittadino forte della situazione di siccità che si sta prolungando. «Abbiamo già i torrenti quasi senza acqua e i bacini idrici sono sotto la media» in quanto alla loro portata d’acqua. Il gestore idrico, Gaia – continua Giannetti – «ci ha chiesto di emettere ordinanze per la razionalizzazione dell’acqua. Sarà un’estate difficile».

Alla domanda se vi siano problemi per le Terme di Equi, all’interno di questo scenario, Giannetti risponde che “per le terme, al momento, non ci sono problemi”.

A differenza di quanto sta accadendo ad alcuni impianti termali nel Nord Italia.

L’Autorità idrica toscana – che ha chiesto a tutti i Comuni di emettere ordinanza che vadano nel senso del “divieto di tutti gli usi non essenziali dell’acqua proveniente dal pubblico acquedotto” avverte.

«Siamo di fronte a una diffusa siccità in ampie parti d’Italia e anche in alcune zone più critiche della nostra regione: la Maremma, la Val di Cornia e l’Isola d’Elba, l’entroterra della Versilia e la Lunigiana. La scarsità di piogge durante tutto il passato inverno e la scorsa primavera ha creato le condizioni di base per una minor portata di fiumi e torrenti e uno scarso riempimento delle falde. Il caldo record di queste settimane tra fine maggio e metà giugno ha contribuito ad aumentare il problema, con un maggior utilizzo di acqua potabile da parte di tutti».

Una situazione difficile che, in Lunigiana ha fatto già scattare, e farà scattare, ordinanze che vietano l’impiego cqua potabile proveniente dagli acquedotti urbani e rurali per scopi diversi da quelli igienico-domestici. I primi fivieti sono partite a Casola e Licciana Nardi, ieri è stata la volta di Tresana che ha emanato un’ordinanza fino al 31 di agosto. Oggi, come annunciato, firmerà una ordinanza simile anche il sindaco di Fivizzanol




 

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