Il Tirreno

L'inchiesta

Doppio delitto, ore decisive

Doppio delitto, ore decisive

Il 32enne Daniele Bedini domani mattina avrà il secondo interrogatorio di garanzia Questa volta per il caso di Camilla trovata senza vita a 24 ore dalla morte di Nevila

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA CARRARA.  Sarà nuovamente davanti al giudice per il secondo interrogatorio di garanzia nel giro di una decina di giorni Daniele Bedini, l’artigiano di Carrara di 32 anni, indagato per la morte di Nevila Pjetri, 35 anni originaria dell’Albania, trovata senza vita sul greto del torrente Parmignola alle porte di Luni poco dopo le 2 di notte tra sabato 4 e domenica 5 giugno, e di Camilla, all’anagrafe Carlo Bertolotti, la trans di Albiano Magra uccisa a ventiquattro ore di distanza e trovata senza vita in un fosso in via Bradiola.

Entrambe, secondo la ricostruzione degli inquirenti, appartenenti da tempo al mondo della prostituzione del litorale: di quel viale XXV Aprile dove sono state viste per l’ultima volta. Nel giro di una manciata di giorni a Bedini sono state notificate due ordinanze in carcere a firma del gip del tribunale spezzino Fabrizio Garofalo. Ebbene, mentre al padre di Bedini, Stefano, nelle scorse ore la Prefettura apuana ha fatto scattare il divieto di detenzione di armi (l’atto riguarderebbe alcuni fucili da caccia detenuti regolarmente), domani mattina Bedini sarà di nuovo di fronte al giudice per l’interrogatorio di garanzia, questa volta per il caso di Camilla, dopo che – venerdì 10 – si era avvalso della facoltà di non rispondere, ribadendo soltanto la sua estraneità ai fatti contestati, nell’interrogatorio di garanzia per la vicenda che riguarda Nevila. Bedini – assistito dai legali Rinaldo Reboa e Costanza Bianchini –, come emerso nei giorni scorsi, aveva ricevuto – ricordiamo – un ordine di carcerazione eseguito in ritardo e non a febbraio 2022 come previsto per la sentenza per la rapina alla sala slot di Fossola del 2019. Un ritardo di quasi quattro mesi che ha portato poi all’annuncio di un’ispezione della ministra Marta Cartabia, nonché al via ad accertamenti interni nel tribunale di Massa.

In entrambi i casi, secondo la tesi degli inquirenti, nei confronti di Bedini tornerebbero quei «gravi indizi di colpevolezza» che vengono richiamati nelle due ordinanze: il pick up bianco con lo stop destro bruciato, i filmati della telecamera di un’attività vicino a casa dell’artigiano che avrebbe ripreso il suo rientro a casa all’alba di domenica 5 e lunedì 6, l’impronta di una sua scarpa che combacerebbe con quella trovata sulla portiera della macchina di Camilla, ma anche le cartucce di una calibro 22 ritrovate in casa di Bedini. Nevila, secondo l’autopsia della dottoressa Susanna Gamba, è stata uccisa con tre colpi di pistola di cui due al volto, mentre Camilla con due colpi di pistola alla nuca, entrambi sparati in maniera ravvicinata da una pistola di piccolo calibro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze