Il Tirreno

“Nastro azzurro”: insegnare ai ragazzi la cultura e il valore della prevenzione

Daniela Marzano
Nella foto grande i medici che hanno promosso la campagna. Sotto, due immagini della serata al bagno Roma ai Ronchi
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Nella foto grande i medici che hanno promosso la campagna. Sotto, due immagini della serata al bagno Roma ai Ronchi

Coinvolti nelle scuole 420 studenti

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MASSA. Una conviviale di successo quella organizzata dai 3 Rotary Club provinciali (Rotary Club Carrara e Massa, Rotary Club Riviera Apuana del Centenario e Rotary Club Lunigiana) martedì sera al Bagno Roma ai Ronchi, con la presentazione e gli esiti del progetto “Nastro Azzurro Giovani”, realizzato in collaborazione con la Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Fedele al motto “Servire per cambiare vite”, l’iniziativa ha riguardato la prevenzione delle patologie andrologiche nei giovani, resa possibile anche grazie alla presenza tra i soci Rotary di numerosi medici con varie specializzazioni. Dall’abolizione nel 2005 del servizio di leva, che prevedeva per l’arruolamento una scrupolosa visita dell’apparato sessuale e riproduttivo – paragonabile a una intensa attività di screening – la legislazione non ha previsto forme preventive sostitutive, con la conseguenza di riscontrare, nella fascia di età più importante per l’adulto di sesso maschile dei 30-35 anni, patologie molto gravi e spesso inguaribili perché rilevate tardi. A questa lacuna, i 3 club Rotary hanno pensato di trovare un iniziale rimedio grazie alla collaborazione con la Lilt, realizzando una “versione maschile” del progetto “nastro rosa”, ormai collaudato, per la prevenzione di patologie oncologiche femminili. L’iniziativa ha previsto una prima fase di arruolamento e sensibilizzazione alla prevenzione tra i giovani, con la presentazione del progetto, da parte di più medici specialisti, agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori della Provincia, per un totale di 893 studenti, di cui 420 maschi. Il pool era costituito, oltre che dal radiologo dotor Fabrizio D’Alessandro, dal dottore in Medicina Generale Dante Cesaretti, del ginecologo dottor Massimo Gattini, del presidente dell’ordine dei Medici e Farmacologo dottor Carlo Manfredi, dall’urologo dottor Luigi Cherubini, dallo specialista in Medicina Nucleare e presidente provinciale Lilt dottor Pietro Bianchi e in Lunigiana dal primario chirurgo e presidente del Rotary Pontremoli dottor Liano Gia e dal radiologo dottor Franco Franchi. Dopo la presentazione agli studenti è stato somministrato un questionario anonimo che è stato compilato dalla maggior parte degli studenti, riguardante il gradimento dell’iniziativa e le eventuali esigenze di formazione percepite come necessarie. Tra esse i ragazzi hanno chiesto approfondimenti sull’abuso dell’alcool e droghe in età giovanile, sulle malattie sessualmente trasmissibili, sulle radiazioni da smartphone e sulla corretta alimentazione. La seconda fase ha previsto visite cliniche e strumentali per gli studenti maggiorenni, alle quali però ha aderito soltanto una ridotta percentuale. Nonostante il numero esiguo di visite, sono state comunque riscontrate patologie benigne che necessitano accertamenti. I 3 club hanno poi devoluto alla Lilt, per la sua collaborazione al progetto, 6.500 euro. Nonostante l’iniziativa abbia contato sul patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale Toscana e quello Provinciale, dell’Ordine dei Medici della Provincia, dell’Asl Nord-Ovest, della Provincia, dell’ex-prefetto Claudio Ventrice, l’auspicio dei club Rotary è che questo possa essere solo un primo passo per un programma di prevenzione che, come ha sottolineato il dottor D’Alessandro, «non deve essere compito dei Club o varie Onlus, ma una iniziativa che Regione e Asl dovrebbero fare propria”.

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