Sicurezza
L’Accademia ha presentato la prima “casa degli studenti”
La soddisfazione del direttore Luciano Massari: 1.800 metri quadrati, ventiquattro alloggi a disposizione di allievi ma anche professori
Carrara Una Students’ House a Palazzo Forti, frutto della collaborazione fra pubblico e privato. Milleottocento metri quadri, ventiquattro unità che potranno ospitare studenti fuori sede e docenti all’Accademia di Belle Arti: finalmente, dopo molto tempo e un lungo percorso burocratico e di concertazione, il progetto della nuova students’ house sta per essere portato a termine.
Ieri mattina, in un clima informale, è stata inaugurata la sede, alla presenza, fra gli altri, del sindaco di Carrara Francesco De Pasquale, il presidente dell’Accademia di Belle Arti Antonio Passa, Matteo Venturi per la Fondazione Marmo e presidente di Confindustria Massa Carrara, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Enrico Isoppi.
«Siamo la prima Accademia d’Italia a operare una politica del genere, rivolta ai giovani allievi provenienti da tutto il mondo e che hanno effettivamente dei problemi a trovare un’abitazione adeguata alle loro esigenze- ha detto il direttore Luciano Massari- e questo, unito ad altre importanti iniziative come il Palazzo Rosso che ospiterà la Gipsoteca e il Palazzo delle Cariatidi, trecento metri quadri, dà la misura di come l’Accademia si fonde con il territorio, con un’offerta didattica universitaria adeguata».
Il progetto operativo, totalmente finanziato da privati per un investimento il cui ammontare è rigorosamente top secret, è stato seguito dallo studio di ingegneria De Marinis De Pinedo & partners di Roma, ma l’idea di housing per gli studenti dell’Accademia, nasce tre anni fa, da due imprenditori locali, Giulio Dell’Amico e Stefano Brigato della Professional Marble.
Molto soddisfatto anche il sindaco De Pasquale: «Sono orgoglioso di questa iniziativa-ha detto-che sottolinea ed amplifica il ruolo culturale di Carrara, città creativa dell’Unesco: la nostra amministrazione ha messo la cultura al primo posto nei suoi programmi, abbiamo lavorato molto in questo senso e oggi si è aggiunto un altro tassello».
I ventiquattro alloggi si sviluppano su due piani, alcuni sono mini appartamenti e altri sono stati studiati apposta per gli studenti con disabilità: l’arredamento è semplice e funzionale e tutte le stanze sono estremamente ariose e luminose.
Il palazzo, fra i più belli della città, era stato costruito nel XIX secolo e spicca la grande scalinata interna in marmo con corrimano in ferro battuto, come era la moda di quel tempo: la società di ingegneria che ha curato il restauro del palazzo, ha operato anche un intervento conservativo di ciò che è storicamente ed artisticamente rilevante per mantenere la memoria storica dell’edificio.l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
