Il Tirreno

Concessioni, il potere del Comune. «Se vuole, può cambiare le cose»

Un tratto della nostra  costa
◗
Un tratto della nostra costa

I 500 in battigia: i balneari si impegnino per la fruibilità di un bene comune

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Da una parte ci sono i balneari che ricordano investimenti e impegni assunti per portare avanti la loro attività, dall’altra c’è chi, come il movimento Cinque Stelle, ricorda invece le previsioni della Bolkestein e sostiene che i balneari, rispetto ad imprenditori di altri settori, abbiano goduto di privilegi, incluso un canone bassissimo. Nel dibattito interviene anche il sindaco impegnandosi a sostenere le imprese balneari. E adesso, ad esporre il proprio punto di vista, è il gruppo apuano dei 500 sulla battigia, impegnato per estendere le spiagge libere a garantire la massima fruibilità dell’arenile: «Non è vero – i 500 partono dall’analisi degli atti amministrativi – che le posizioni dei comuni di Carrara e Massa siano differenti, come spiegato dal sindaco di Massa, rispetto ai rinnovi concessori o alle reazioni dell’autorità garante della concorrenza e del libero mercato (Agcm). La scelta politica è stata identica: entrambi i Comuni hanno deliberato nel 2020 il rinnovo delle concessioni seguendo la legge dello Stato del 2018 e disapplicando la direttiva servizi (Bolkestein), nonostante i già molteplici pareri giurisprudenziali contrari e le procedure d’infrazione. Se solo il Comune di Carrara è incorso in un provvedimento di fronte all’autorità amministrativa è perché, per il Comune di Massa, l’Agcm – scrivono i 500 – ha ottenuto la documentazione necessaria al ricorso al Tar oltre i 60 giorni utili per proporlo. E ha comunque inoltrato una segnalazione a cui avrebbe dovuto corrispondere una formale risposta di cui non c’è data notizia».

E sul rischio, paventato da Persiani, dell’invasione di multinazionali che potrebbero cancellare le “tipicità” delle piccole e medie imprese, «ci verrebbe da chiedere – scrive il gruppo – se le imprese a cui fa riferimento sono quelle che ammettono di aver investito 2 miliardi di lire in uno stabilimento pensando di utilizzarlo a proprio vantaggio all’infinito. Non ci sarà nessuna multinazionale a “rubarci” il mare se il Comune – che ne ha i poteri e lo strumento (il nuovo piano dell’arenile e dei viali a mare), avesse voglia d’impedirlo. Già ora, l’amministrazione potrebbe lasciare qualsiasi percentuale di spiagge alla libera fruizione da gennaio 2024 e scegliere di regolamentare i futuri poteri concessori in modo da non rendere appetibile per le multinazionali il nostro litorale decidendo di premiare chi garantisca forme di tutela e protezione del bene comune o chi lo utilizzi per gli interessi della collettività. La legge delega, anche se in attesa dei decreti attuativi, non impedisce in alcun punto tali ipotesi. Dopodiché, sarà anche possibile scegliere di fare altro o nulla».

E sull’uso del termine lobby riferito ai balneari: «Dopo una direttiva europea votata anche dall’Italia, dopo le procedure d’infrazione, dopo i rinnovi fino al 2033 nonostante il Consiglio di Stato e il decreto concorrenza, dopo che molti balneari – i 500 si rivolgono proprio a loro – si sono comportati come proprietari rispetto ad un bene pubblico e, in alcuni casi, costruito ville, piscine, mura, eliminando varchi, distruggendo dune. Dopo tutto non è forse la vostra categoria ad essere interpellata sempre, a tutti i livelli, in tutte le sedi per decidere le sorti di un bene che è di tutti noi? Se non volete essere considerati privilegiati, chiedete anche voi che, innanzitutto, venga ridata la spiaggia alla collettività e si scelga la via di concessioni limitate nei tempi, nei modi e nelle misure. Chiedete anche voi, a gran voce, che ciò che è di tutti possa effettivamente da tutti esser goduto».l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa