«Subito i progetti per intercettare i finanziamenti legati al Pnrr»
Cosimo Ferri si presenta: la città ha bisogno di uno scatto in avanti che la proietti tra le comunità più moderne, anche per il lavoro ai giovani
CARRARA. Il parlamentare di Italia Viva Cosimo Ferri è candidato della coalizione riformista con i socialisti. È sostenuto da tre liste: Psi, Ferri sindaco, Prima Carrara. Pontremolese, figlio di Enrico Ferri, da magistrato ha iniziato la sua attività al tribunale di Carrara; è stato inoltre sottosegretario di Stato alla giustizia nei governi Letta, Renzi, e Gentiloni; nel 2018 è stato eletto deputato per il Partito Democratico e dal settembre 2019 fa parte di Italia Viva. È stato membro del Consiglio superiore della magistratura.
In campagna elettorale, ha sottolineato tra l’altro: «Siamo sganciati da tutte le coalizioni con una candidatura fuori dai giochi, per Carrara. Abbiamo fatto una scelta importante per la città, ci crediamo e l’obiettivo è arrivare al ballottaggio». Ed a proposito di ballottaggi, Ferri ha sgombrato il campo da equivoci: «Non faremo mai accordi con chi ha governato la città negli ultimi cinque anni e diffido dagli altri aspiranti sindaco che non si pongono in discontinuità con i Cinque Stelle». «I grillini in questi anni avevano tutte le opportunità per essere incisivi. Avevano sindaci in due importanti comuni toscani, Carrara e Livorno. Dunque potevano contare in regione. Invece, la nostra provincia è il fanalino di coda della Toscana». Non solo: « Carrara in questi anni aveva la presidenza della conferenza zonale dei tre sindaci della Zona Apuana, eppure non si è sentito. Per tre anni la risonanza magnetica è stata dimenticata. Per non parlare del Monoblocco che è salvo grazie alla petizione popolare».
Anche a lui il Tirreno ha posto dieci domande. Lui premette che l’essenziale è «saper cogliere le opportunità e lavorare per fare una Carrara grande. Bisogna intercettare le criticità e restituire risposte alla città».
Quanto costerà alla fine la sua campagna elettorale?
«Sto contenendo al massimo le spese perché ritengo che più che manifesti e pubblicità servano strette di mano con la popolazione, guardare negli occhi i cittadini e ascoltare i loro bisogni nelle strade, nelle piazze e nei luoghi in cui vivono».
Quali provvedimenti prenderebbe nei primi 100 giorni di mandato?
«I primi 100 giorni saranno fondamentali per far ripartire tutto. Presenterò velocemente i progetti per intercettare i finanziamenti del Pnrr e aprirò i cantieri per i finanziamenti già promessi e stanziati. La città ha bisogno di uno scatto in avanti che la proietti fra le comunità più moderne, anche con riguardo alle opportunità di lavoro per i giovani. Creeremo subito un Dipartimento per la transizione ecologica e un Assessorato specifico».
Cosa manca a Carrara? E soprattutto cosa manca ai carraresi?
«Decoro urbano e illuminazione, prima di tutto, perché un buon biglietto da visita della città è il punto di partenza per una Carrara grande. Lavoro e opportunità per i giovani: a partire dalle risorse che abbiamo, bisogna creare economie circolari che mettano in rete le ricadute per l’intera comunità nel rispetto dell’ambiente. Circolarità nell’economia del marmo, collegamenti tra il porto ed il tessuto cittadino, servizi accessibili in un’ottica Smart, abbattimento delle barriere architettoniche. C’è da lavorare, non si può più perdere tempo. Vanno intercettati i bisogni, le criticità e restituite risposte alla popolazione».
Quali opere pubbliche per i prossimi 5 anni?
«Il progetto WaterFront, la pista ciclabile Tirrenica, il Monoblocco, il mercato coperto di Avenza: ci sono progetti che aspettano di essere realizzati. Bisogna spingere innanzitutto su questi. Penso inoltre alla piscina Tosi di Carrara, a restituire alla città uno Stadio dei Marmi degno della imponenza che evoca, ma anche alla manutenzione delle strade, dei marciapiedi dai monti al mare, ad abbattere tutte le barriere architettoniche e predisporre il piano Peba (piano eliminazione barriere architettoniche, ndr). Penso poi ai progetti per la rivitalizzazione del centro storico com’erano previsti nel Bando delle Periferie, penso alla scuola Giromini ai lavori per Buonarroti e Taliercio».
A Marina resta il Marble hotel ancora fermo, dal Novanta. Cosa fare per rilanciare la ricettività?
«Prima di tutto occorre risolvere la questione. Incontrerei subito i proprietari per concordare un piano definitivo: sempre con attenzione agli strumenti urbanistici, o si realizza previo accordo con la proprietà o s’inizia un percorso diverso anche aprendo ad investitori esterni».
Biennale, simposio di scultura: Carrara riuscirà a riavere un evento di valore nazionale?
«Carrara ha un vantaggio naturale: il marmo che l’ha proiettata in una fama di dimensioni mondiali. Non si deve perdere altro tempo. La Biennale non può essere un passato da archiviare: cultura sarà uno dei motori della città a livello sicuramente nazionale».
I commercianti del centro di Carrara si sentono penalizzati dalle complicazioni del piano della sosta rispetto a quelli di Marina. Come intende rilanciare il centro storico? Prevede cambiamenti per il piano della sosta?
«Convocherei subito i commercianti e i gestori di bar e ristoranti per ripensare assieme a loro la nuova Ztl, studiare i parcheggi, pensare all'illuminazione, creare eventi sistematici: per uscire da questa crisi occorre rendere la città più appetibile. I parcheggi andrebbero pensati intorno al centro commerciale naturale mentre andrebbero spostati nelle vie limitrofe quelli dei residenti, per esempio».
Marmo, tante questioni ancora aperte. Quali saranno i suoi primi interventi?
«Il marmo è una grande risorsa che deve unire la città. Si alle regole, al rispetto dell’ambiente e della sicurezza ma è inimmaginabile fermare l’attività estrattiva. Bisogna invece creare una filiera reale e vanno trovati spazi per aprire nuove segherie e laboratori, offrire occasioni di lavoro, lanciare un piano straordinario per la circolarità dei derivati da lavorazione».
Sanità, quale impegno per i livelli sanitari su Carrara?
«Voglio rimettere al centro dell’agenda politica la sanità pubblica e il sistema socio-sanitario integrato. Carrara è capofila della Conferenza Zonale Apuana dei Sindaci ma non si è sentito il suo peso! Il Monoblocco è salvo grazie ai cittadini: anch’io firmai la petizione popolare nel 2019. Abbiamo subito proprio in questi giorni il declassamento del reparto di endocrinologia. Abbiamo perso l’occasione del Pnrr per le Casa di Comunità previste a Massa, Montignoso, Pontremoli, Aulla. Vigilerò sulla realizzazione della C.o.t. (Centrale operativa territoriale, ndr) ma penso anche alle cure di prossimità, telemedicina e cittadella della salute».
Politeama: riuscirà a fare riaprire il teatro? E in quali tempi?
«La politica non può aspettare i tempi della giustizia. Se verrò eletto sindaco farò un’istanza di dissequestro: il Comune è proprietario della sala Germinal e quindi ha titolo per chiederlo. Dopodiché lavorerò per acquistare il teatro ed infine cercheremo finanziamenti e la collaborazione di tutti per riprenderci il patrimonio culturale della città».l
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