Sicurezza
Rischio alluvione e sicurezza, i candidati alla foce del Carrione
Confronto organizzato dall’ex onorevole Canesi. «Qui la pioggia fa paura»
CARRARA. Non è mancata qualche scintilla tra i candidati a sindaco, durante l’appuntamento che si è svolto ieri mattina alle 10.30 alla foce del Carrione, forse anche per via degli animi arroventati dal clima della tarda mattinata.
Chiamati ad intervenire sul tema, i candidati sindaci hanno espresso la loro opinione, dall’ampliamento del porto, alla necessità di tenere pulito l’alveo del torrente, anche intervenendo a monte e ipotizzando un delta artificiale per permettere al Carrione di sfociare in modo più agevole.
Organizzato dai cittadini e dagli ambientalisti, il confronto ha visto la partecipazione di almeno un centinaio di persone, che hanno resistito per quasi due ore sotto al sole, tra gli interventi dei candidati. L'introduzione è stata affidata all'ex-onorevole e ambientalista Riccardo Canesi, con l'arricchimento dei contributi dell'architetto Claudia Bienaimé e del geologo Riccardo Caniparoli.
«Ancora oggi quando piove c’è chi ha paura e mette le paratie alla porta – ha ricordato Canesi – Bisogna quindi intervenire per mettere in sicurezza il tratto di Marina Est, spendendo bene i soldi che deriveranno dal Pnrr, perché la nostra è la zona più piovosa d’Italia».
Secondo il candidato Ferdinando Locani, se diventasse sindaco, il primo passo sarà convocare il comitato e redigere assieme un programma sulla sicurezza nell'interesse di tutta la comunità. «Questi sono confronti di lunga data – ha commentato Andrea Vannucci – Il porto va sviluppato, perché è indispensabile per far crescere la città. Si può sviluppare l'area portuale tenendo conto sia della sicurezza, che dell’erosione».
«Se ci sono state le alluvioni, il problema sicurezza c’è – ha spiegato Vittorio Briganti – Io sono contro l’ampliamento del porto e a favore della messa in sicurezza del Carrione».
Rigoletta Vincenti ha sottolineato come il problema per la sua coalizione sia ben noto: «Il rischio idrogeologico fa parte del nostro programma. Ci affideremo a studi tecnici per mettere in sicurezza l’intera città».
Anche Serena Arrighi, ingegnera in ambiente e territorio, ha le idee chiare sul tema: «Primo punto: portare via dal monte le terre che impermeabilizzano il fondo, amplificando i rischi alluvionali. Poi pulire gli alvei. Riguardo alla barra di foce (l’impedimento al fiume di confluire in mare liberamente), il problema c’è e va valutato l’ampliamento della foce del Carrione, forse con un delta artificiale. E bisogna investire nel digitale, con modelli in grado di prevedere piene e conseguenze gravi».
Il pirotecnico Elvino Vatteroni ha tuonato: «Il problema del Carrione è che nessuno ha mai fatto niente». E rivolgendosi alla classe politica: «Siete farisei e ipocriti. Mi sono rotto di questa politica, che merita d’essere mandata a quel paese» (frasi alleggerite per rispetto di chi legge il giornale, ndc). Scoppiettante anche l’intervento di Cosimo Ferri: «Io durante l’alluvione ero a Marina di Carrara a spalare fango – ha ricordato – La Arrighi non mi ricordo di averla vista. E nemmeno gli altri. Anche a Matteo Martinelli, vicesindaco dei Cinquestelle, che ha governato la città negli ultimi anni chiedo: perché non ti sei candidato a sindaco? E alla Arrighi chiedo: che accordi ha coi Cinquestelle? Qui ci raccontano cose e poi vanno in consiglio comunale a votare diversamente. Il Tribunale delle acque ha sancito che nell’ultima alluvione la responsabilità fu di Provincia e Regione. Per il futuro, vedo importante sviluppare in trasparenza il Water Front e il porto. Mi batterò per un territorio pulito e in sicurezza».
Simone Caffaz, non presente per sopraggiunti impegni, si è scusato per l’assenza e ha delegato il proprio candidato al consiglio, Alessandro Nicodemi: «Perché non si è mai pensato ad uno scolmatore del Carrione? Una soluzione si deve trovare, finora non c’è stata la volontà di risolvere il problema».
In conclusione è intervenuta anche Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi, da sempre attenti al tema erosivo.
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