Sicurezza
Croce Bianca in difficoltà corsa per tentare di salvarla
Il presidente e il consiglio cercano soluzioni in extremis
MASSA. Corsa contro il tempo per salvare la storica Pubblica Assistenza Croce Bianca. Il momento è delicato, ci sono partite pregresse che il direttivo sperava di riuscire a risolvere e che invece si stanno rivelando complicate. Il presidente Nino Mignani con tutto se stesso insieme al consiglio sta tentando ogni strada percorribile per evitare soluzioni drastiche come lo spettro della chiusura, dopo 124 anni di storia. Sulla vicenda, molto delicata, il presidente non si esprime, ed è comprensibile: troppo impegnato nei colloqui con l’Anpas, l’associazione delle pubbliche assistenze, per trovare una soluzione in extremis, anche a salvaguardia dei dodici posti di lavoro. Di sicuro, come avevano già chiesto lo stesso Mignani e il direttore Mario Lippi due anni fa sul Tirreno, potrebbe essere la città a scendere in campo a difesa di un’istituzione storica e che anche negli anni difficili della pandemia è sempre stata in prima linea nell’aiutare le persone. In media, la Croce Bianca grazie anche alle decine e decine di volontari, svolge oltre settemila servizi sociali, oltre 3.500 interventi di 118, oltre 400 servizi privati, più il servizio alle cave, l’assistenza agli eventi culturali e sportivi piu importanti della città. Insomma una cifra che si avvicina ai 12.000 servizi annui. E adesso più che mai c’è bisogno che Massa e le sue istituzioni intervengano per non cancellare tutto questo. A quanto risulta, le altre Pubbliche assistenze del territorio sarebbero già state coinvolte in qualche modo nel tentativo di riuscire a trovare una soluzione; probabilmente, ripetiamo, anche l’amministrazione comunale dovrebbe interessarsi della cosa, perché comunque la Pubblica Assistenza Croce Bianca fa parte della storia di Massa, dal 1898.
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